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Nuovi occhiali smart AI: ecco come funzionano
Una piccola telecamera integrata nella montatura osserva le labbra dell’interlocutore. In tal modo, in tempo reale, invia i dati ad un software basato su AI. Quest’ultimo, dopo essere stato addestrato con ore e ore di suoni ambientali, riesce a separare la voce desiderata dal caos di sottofondo. Non si limita, quindi, a ridurre i rumori come fanno le comuni cuffie con cancellazione attiva. Concentra, invece, l’attenzione su una sola persona, permettendo di distinguere le parole anche in situazioni complesse.
C’è però una condizione tecnica da superare. Gli occhiali, almeno per ora, non hanno la potenza di calcolo necessaria per eseguire da soli le analisi del labiale. I dati devono essere inviati a server remoti in Svezia, che li elaborano e li rispediscono quasi in tempo reale grazie al 5G e alla banda larga. Ciò garantisce un’esperienza fluida nella maggior parte dei contesti urbani, ma solleva un problema. Cosa succede nelle zone dove la connessione è scarsa? È un nodo che gli sviluppatori sanno di dover sciogliere, se vogliono rendere il prodotto davvero universale. In tale scenario, tali occhiali smart AI potrebbero rappresentare una nuova frontiera. In grado di fondere innovazione e inclusività in un oggetto destinato a cambiare la vita quotidiana di molti utenti.










