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Le nuove Magic Keyboard presentate da Apple il 25 agosto 2026 arrivano con una modifica che passa quasi inosservata al primo sguardo, ma che cambia parecchio l’aspetto della tastiera una volta accesa la luce: le scritte sui tasti spariscono, sostituite da simboli grafici. Nessun ripensamento su materiali, formati o connessioni, solo un lavoro di pulizia visiva che segue la stessa strada già imboccata sui portatili della casa di Cupertino.
L’aggiornamento è arrivato in contemporanea con il lancio dei nuovi Mac mini e Mac Studio, i due desktop che hanno guadagnato i chip di ultima generazione, il M6 per la macchina più compatta e il M5 Ultra nella versione più muscolare dello Studio. Entrambi sono già prenotabili. E, come da tradizione quando si rinnova un desktop, anche gli accessori pensati per accompagnarlo ricevono una passata di aggiornamento.
Addio alle scritte sui tasti, benvenute le icone
Il cambiamento riguarda tutta la gamma. Tasti che fino a ieri riportavano diciture stampate come tab, caps lock, return, shift e delete adesso mostrano soltanto un’icona. Sui modelli estesi, quelli con il tastierino numerico, il discorso si estende anche a Home, Page Up e Page Down, che ricevono glifi disegnati apposta per l’occasione, mai visti prima su una tastiera Apple.
Non è una trovata isolata. Apple aveva applicato lo stesso trattamento già nei mesi precedenti al MacBook Neo, al MacBook Air e al MacBook Pro, uniformando il linguaggio visivo dei suoi prodotti. Adesso tocca alla Magic Keyboard allinearsi, chiudendo il cerchio tra tastiere integrate e tastiere da scrivania. Chi è abituato a scrivere guardando lo schermo, in pratica, non se ne accorgerà quasi. Chi invece cerca il tasto con lo sguardo dovrà rifarsi l’occhio, almeno per qualche giorno.
A parte questo, le nuove tastiere sono identiche alle precedenti. Stesso layout, stesse funzioni, stessa porta USB-C per la ricarica. Nessuna sorpresa nascosta, nessuna funzione extra annunciata sottotraccia. Il messaggio, in sostanza, è che il prodotto funzionava già bene così e non serviva metterci mano oltre l’estetica.
Tre modelli e i relativi prezzi
La famiglia resta divisa in tre versioni, tutte aggiornate con i nuovi glifi. La Magic Keyboard base parte da circa 90 euro. La variante con Touch ID, quella che permette lo sblocco e le autenticazioni con l’impronta digitale, si posiziona intorno ai 140 euro. Infine c’è il modello completo, con Touch ID e tastierino numerico, che si attesta sui 165 euro circa ed è disponibile anche nella colorazione nera.
Le tastiere sono ordinabili sia direttamente dal produttore sia attraverso i canali di vendita abituali, incluso Amazon, dove compaiono tutte e tre le configurazioni. Chi punta a spendere meno può sempre guardare al programma di prodotti ricondizionati, che sui Mac arriva a offrire sconti fino al 15 per cento rispetto al nuovo.
Un ritocco che segue la strada dei Mac
Il contesto aiuta a capire la scelta. Con Mac mini e Mac Studio rinnovati nel cuore, grazie a processori pensati per carichi di lavoro decisamente più pesanti, la coerenza visiva degli accessori diventa parte del pacchetto. Una scrivania con un Mac Studio nuovo e una tastiera dal design allineato ai portatili più recenti racconta la stessa storia.
Il passaggio dalle etichette testuali ai simboli, del resto, ha anche un vantaggio pratico non dichiarato ma evidente: una tastiera senza parole stampate è la stessa in ogni mercato, indipendentemente dalla lingua. Meno varianti da produrre, meno scritte da tradurre.
Per il resto la Magic Keyboard resta quella conosciuta da anni: profilo sottile, ricarica via cavo, abbinamento immediato con i Mac. Chi possiede già una versione precedente non ha motivi tecnici per cambiarla, visto che le funzioni sono le medesime. La differenza, questa volta, si vede soltanto guardando i tasti da vicino.










