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Sui muri di New York è comparsa una campagna Mozilla che non passa inosservata, perché mette nero su bianco i nomi di Mark Zuckerberg, Elon Musk e Jeff Bezos accanto a quelli di professionisti che quasi nessuno conosce. L’obiettivo dichiarato è semplice da riassumere e piuttosto ambizioso da realizzare: spostare un po’ di attenzione dai volti più celebri dell’industria tecnologica verso chi lavora su infrastrutture e strumenti di interesse pubblico, spesso senza copertura mediatica di alcun tipo.
I manifesti affiancano le attività dei grandi imprenditori ai progetti sviluppati dai Mozilla Fellows, il programma di fellowship della fondazione. Ziyaad Bhorat, vicepresidente di Mozilla, ha spiegato che l’idea di fondo è rimettere in discussione un automatismo ormai consolidato, quello che associa la parola innovazione soltanto a una manciata di protagonisti molto visibili. Una provocazione, insomma, ma costruita con criterio.
Il wild posting come arma di comunicazione
La tecnica scelta si chiama wild posting e consiste nell’affiggere manifesti su edifici, barricate e superfici urbane varie, invece di limitarsi agli spazi pubblicitari tradizionali. Mozilla ha selezionato zone dove il settore tecnologico è di casa, da Hudson Yards a NoHo fino a Dumbo, e ha piazzato poster anche nei pressi della sede delle Nazioni Unite durante l’Assemblea generale. Scelta tutt’altro che casuale, considerando il tipo di pubblico che passa da quelle parti.
Uno dei manifesti punta dritto su Zuckerberg con un riferimento agli smart glasses dotati di fotocamera prodotti da Meta. Alcuni utilizzatori hanno impiegato quei dispositivi per molestare o prendere in giro sconosciuti, una deriva che l’azienda ha dovuto affrontare pubblicamente. Adam Mosseri, amministratore delegato di Instagram, aveva dichiarato a luglio che Meta avrebbe rimosso i filmati realizzati di nascosto e usati per infastidire altre persone. La società ha anche sostenuto di disattivare le videocamere degli occhiali qualora venga rimosso il LED che segnala la registrazione in corso.
Il poster dedicato a Bezos tira invece in ballo Blue Origin e la sospensione del programma di turismo spaziale. Il bersaglio però non sono solo i singoli imprenditori. Il messaggio costruisce un contrasto tra la visibilità enorme dei leader della tecnologia e iniziative che quasi nessuno ha mai sentito nominare, come quella di Rose Njeri Tunguru. La Mozilla Fellow sta sviluppando infrastrutture pensate per permettere agli utenti in Kenya di verificare in autonomia i risultati elettorali. C’è poi un calcolo pubblicitario piuttosto esplicito. Mozilla vuole che le affissioni diventino contenuto condivisibile sui social, e per questo ha coinvolto influencer invitandoli a visitare i luoghi dove sono comparsi i manifesti. Emma Bates, consulente che ha collaborato all’iniziativa, ha spiegato che proprio l’elemento provocatorio dovrebbe spingere il messaggio a circolare da solo, senza bisogno di ulteriori spinte.
Cosa c’è dietro il programma di fellowship
Il programma è una componente ormai stabile dell’attività della Mozilla Foundation, l’organizzazione non profit che controlla Mozilla Corporation, la società dietro Firefox e agli altri prodotti dell’ecosistema. Nel corso degli anni le fellowship hanno coinvolto ricercatori, tecnologi, attivisti e professionisti impegnati su web aperto, privacy, sicurezza e tecnologia di interesse pubblico. Gente che lavora su problemi concreti, spesso lontano dai riflettori.
Il momento scelto per l’operazione non è neutro. Il rapporto tra cittadini e grandi aziende tecnologiche è sotto osservazione come raramente è accaduto, e una rilevazione del Pew Research Center indica che il 50% degli adulti statunitensi intervistati si dichiarava più preoccupato che entusiasta rispetto all’aumento dell’uso dell’Intelligenza Artificiale nella vita quotidiana. Mozilla si inserisce in questo clima per presentare i propri fellow come esempi di percorsi alternativi nello sviluppo tecnologico. La campagna non cambia nulla nei progetti in sé, ma modifica il modo in cui vengono raccontati. Mettere nomi immediatamente riconoscibili accanto a iniziative tecniche e settoriali permette di tradurre temi che di solito restano confinati tra addetti ai lavori in un racconto comprensibile anche a chi non mastica codice. Quello che la fondazione si aspetta è soprattutto più attenzione verso persone e progetti che, senza un’esposizione di questo tipo, resterebbero praticamente invisibili.
Fonte: TecnoAndroid








