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La battaglia legale che in tanti sulla scena si aspettavano da tempo è arrivata, e stavolta Denuvo ha deciso di puntare il dito contro una persona sola: il cracker conosciuto online con lo pseudonimo di Voices38, accusato di aver aggirato le protezioni del suo sistema antipirateria per videogiochi. Una denuncia diretta, personale, molto diversa dalle solite dichiarazioni di principio contro la pirateria in generale.
L’accusa ruota attorno alle disposizioni del DMCA, la normativa americana sul copyright che vieta l’elusione delle misure tecnologiche messe a protezione delle opere tutelate. In sostanza, secondo l’azienda, il lavoro di Voices38 non sarebbe soltanto un esercizio tecnico fine a sé stesso, ma una violazione precisa e documentabile. E i numeri che vengono messi sul tavolo sono piuttosto pesanti.
Ventisei giochi crackati, sei in un solo giorno
Denuvo sostiene che Voices38 abbia bucato le protezioni di 26 giochi. Non si tratta di un lavoro diluito nel tempo con calma: in un’occasione, secondo l’azienda, ne avrebbe rilasciati addirittura sei nell’arco di una sola giornata. Un ritmo che spiega bene perché il suo nome sia diventato così noto negli ambienti che seguono la scena del cracking.
Nei documenti viene descritto come un hacker specializzato nel reverse engineering, quindi nello smontare pezzo per pezzo il funzionamento interno del software per capire come sia costruito e dove sia possibile intervenire. La specialità, nel suo caso, sarebbero proprio i titoli protetti dal sistema Anti Tamper sviluppato da Denuvo, quello che da anni divide il pubblico dei giocatori tra chi lo considera un male necessario e chi lo accusa di appesantire le prestazioni dei giochi acquistati regolarmente.
C’è poi il capitolo della distribuzione, che nella causa occupa uno spazio importante. Secondo Denuvo, la piattaforma principale usata per annunciare le nuove release pirata sarebbe stata Reddit, spesso con i relativi link per il download allegati ai post. Un dettaglio che rischia di trasformarsi in un problema non piccolo per il social stesso, perché tira in mezzo la questione della responsabilità delle piattaforme rispetto ai contenuti che ospitano.
Il nodo dell’identità e le richieste dell’azienda
Qui arriva la parte più delicata di tutta la vicenda. Denuvo dichiara di aver individuato diversi account potenzialmente collegabili a Voices38: un profilo Reddit, un account Discord e sette profili Steam. Materiale interessante, certo, ma che da solo non basta a dare un nome e un cognome alla persona dietro lo pseudonimo.
Lo scenario più probabile è che le piattaforme vengano interpellate direttamente per fornire informazioni utili all’identificazione, esattamente come già accaduto con Rockstar e Take Two ai tempi dei leak di GTA 6. È una strada già battuta, con tempi e modalità che dipendono molto dalla collaborazione dei servizi coinvolti e dalla quantità di tracce lasciate dietro di sé.
L’obiettivo dichiarato dell’azienda è ottenere un provvedimento che vieti a Voices38 di aggirare le protezioni Denuvo presenti nei videogiochi attuali e in quelli che arriveranno. Sulla carta suona efficace, nella pratica un po’ meno: tutto resta appeso al filo dell’identificazione. Finché l’identità rimane coperta dall’anonimato, un divieto rivolto a un nickname ha un peso concreto molto limitato, perché non esiste nessuno a cui notificarlo davvero.
È probabilmente questo il motivo per cui la causa assume un valore che va oltre il singolo caso. Colpire un individuo specifico, con un conteggio preciso dei giochi violati e una mappa degli account sospetti, è un messaggio indirizzato a tutta la scena del cracking più che a una persona sola.
Fonte: TecnoAndroid








