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Il mercato dei tablet aveva già lanciato più di un segnale di stanchezza, e adesso i numeri lo confermano senza troppi giri di parole. Nel secondo trimestre del 2026 le vendite globali sono calate in modo netto rispetto a un anno prima, con le spedizioni che si sono fermate a 36 milioni di unità. Tradotto, un calo del 10% rispetto allo stesso periodo del 2025. Gli analisti, va detto, questo scenario lo avevano più o meno previsto. Ma vederlo scritto nero su bianco fa comunque una certa impressione.
Non capita spesso di assistere a una flessione così marcata. Anzi, è tra le più pesanti degli ultimi due anni. E c’è un dettaglio che rende la faccenda ancora più interessante: il settore ha ribaltato la sua solita stagionalità. Di norma il secondo trimestre porta un po’ di ossigeno grazie alla domanda legata al periodo del ritorno a scuola, quando le famiglie tendono ad acquistare nuovi dispositivi. Nel 2026, invece, quella spinta non si è vista. Semplicemente, non è arrivata come ci si sarebbe aspettati.
Perché il rallentamento non stupisce gli esperti
A commentare la situazione ci ha pensato Himani Mukka, Research Manager di Omdia, che ha spiegato come il rallentamento fosse tutto sommato prevedibile. Nei trimestri precedenti il comparto aveva mostrato una resistenza superiore alle attese, tenendo botta meglio di quanto molti immaginassero. Poi qualcosa si è inceppato. I tablet restano comunque dispositivi centrali nella vita di parecchie famiglie, e questo va sottolineato. Il loro ruolo non è affatto marginale.
C’è anzi un aspetto che merita attenzione. In diversi contesti d’uso, soprattutto quando si parla di modelli convertibili, questi apparecchi stanno progressivamente prendendo il posto dei PC tradizionali. Un cambio di abitudini che va avanti da tempo e che continua a rosicchiare terreno al computer classico. Per molti, insomma, un buon tablet basta e avanza per le attività quotidiane, dallo studio al lavoro leggero fino all’intrattenimento. E questo aiuta a spiegare perché, nonostante la frenata, il segmento non stia crollando del tutto.
Sul fronte dei protagonisti, Apple continua a guidare la classifica dei produttori, mantenendo saldo il primato in un mercato che nel frattempo cambia pelle. La leadership dell’azienda di Cupertino resta un punto fermo anche in una fase così complicata, con la domanda che arranca e le abitudini d’acquisto che si spostano.










