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Macchina del caffè Keurig scarica oltre 1 TB di dati in soli 10 giorni

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Una macchina del caffè smart firmata Keurig ha generato oltre 1 TB di traffico dati in appena 10 giorni, mettendo sotto pressione la rete domestica di casa. A scoprirlo è stato un esperto informatico negli Stati Uniti, che si è trovato davanti a un volume di dati difficile da spiegare per un apparecchio pensato, almeno in teoria, solo per preparare un espresso o un caffè lungo. Un episodio curioso, certo, ma anche un piccolo campanello d’allarme su quanto possano diventare imprevedibili gli oggetti connessi che riempiono le nostre abitazioni.

Oggi praticamente tutto ha una connessione WiFi, o quasi. E quando un dispositivo ne è sprovvisto, spesso finisce per interessare meno di prima. Detta così sembra un’esagerazione, eppure nel mondo della domotica la connettività rappresenta davvero la caratteristica principale. Chi sogna una casa intelligente, gestibile in ogni dettaglio da smartphone o assistente vocale, deve per forza fare i conti con una lunga lista di apparecchi collegati alla rete.

Perché anche la macchina del caffè ha bisogno di internet

Il numero di elettrodomestici connessi cresce di continuo, e la tendenza non risparmia nemmeno quelli più semplici. Frigoriferi, lavatrici, aspirapolvere e, appunto, le macchine per il caffè. Viene spontaneo chiedersi a cosa serva collegare a internet un oggetto che, di fatto, deve solo scaldare l’acqua e farla passare attraverso una capsula o una cialda. La risposta sta nelle funzioni aggiuntive che questi dispositivi riescono a offrire grazie al dialogo con app e servizi online.

L’esempio più classico è anche il più comodo. Programmare la macchina in modo che il caffè sia pronto esattamente al momento del risveglio, senza dover premere alcun pulsante appena alzati. Una piccola coccola quotidiana che, per molti, vale da sola l’acquisto di un modello connesso. Il rovescio della medaglia però esiste, ed emerge soprattutto quando qualcosa smette di funzionare come previsto. Un apparecchio collegato alla rete resta pur sempre un dispositivo che scambia informazioni, e se quel flusso impazzisce le conseguenze possono farsi sentire su tutto l’impianto di casa.

Quando un elettrodomestico manda in tilt la rete di casa

Il punto è proprio questo. Anche una banale caffettiera intelligente può arrivare a mettere in difficoltà un’intera rete domestica se comincia a comportarsi in modo anomalo. Nessuno si aspetterebbe che a rallentare la navigazione, lo streaming o le videochiamate sia la macchinetta in cucina, eppure è uno scenario tutt’altro che impossibile quando i dispositivi connessi si moltiplicano tra le mura di casa.

È esattamente quello che è successo negli Stati Uniti. Un esperto di informatica, analizzando il comportamento della propria rete, ha individuato nel modello smart della Keurig l’origine di un consumo di banda fuori scala. La macchina del caffè aveva prodotto più di 1 TB di traffico dati nell’arco di soli 10 giorni, una quantità impressionante per un elettrodomestico il cui compito, sulla carta, dovrebbe limitarsi alla preparazione del caffè.

Fonte: TecnoAndroid

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