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Venere, spiegata l’origine della celebre foschia gialla sotto le nubi

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Un mistero rimasto aperto per quasi mezzo secolo riguarda Venere e una sottile foschia giallastra sospesa sotto le sue nubi. Per decenni nessuno è riuscito a spiegarne l’origine in modo convincente, ma adesso un nuovo studio propone una risposta che arriva, letteralmente, dallo spazio. Secondo i ricercatori a formare quel velo sarebbero infatti le particelle lasciate dai meteoriti che cadono di continuo nell’atmosfera del pianeta.

Il nostro sistema solare custodisce ancora parecchi segreti e i pianeti che lo compongono riservano sorprese anche dopo anni di osservazioni. Nel caso del vicino di casa della Terra la questione andava avanti dagli anni ’70, quando le sonde Venera e Pioneer Venus avevano individuato per la prima volta quello strato di foschia. Da allora le ipotesi si sono susseguite senza che nessuna riuscisse davvero a chiudere il discorso. Il fenomeno era lì, ben documentato, eppure la sua natura continuava a sfuggire.

Polvere cosmica nell’atmosfera di Venere

La novità arriva da una ricerca pubblicata su Nature Astronomy, secondo cui la cosiddetta foschia inferiore sarebbe composta principalmente da materiale di origine extraterrestre. I meteoriti che entrano nell’atmosfera venusiana non arrivano intatti fino in fondo. Durante la discesa vengono vaporizzati e frammentati, e quello che resta è una miriade di minuscole particelle, molte delle quali ricche anche di ferro.

Il punto interessante è che questa polvere non è un semplice residuo destinato a fluttuare nel vuoto senza conseguenze. Una volta liberate nell’atmosfera di Venere le particelle si mescolano agli strati più bassi delle nubi e finiscono per diventare parte integrante del paesaggio atmosferico del pianeta. È proprio questa presenza costante, alimentata da un flusso di meteoriti che non si interrompe mai, a spiegare perché la foschia sia così persistente e sia stata osservata già cinquant’anni fa.

Detto in altre parole, quel velo giallastro che per tanto tempo ha messo in difficoltà gli scienziati non nascerebbe da processi interni al pianeta, ma da qualcosa che arriva da fuori. Un’idea semplice solo in apparenza, visto che c’è voluto quasi mezzo secolo per arrivarci.

Un meccanismo simile alle nuvole terrestri

C’è poi un aspetto che rende la scoperta ancora più curiosa. Le particelle meteoritiche, secondo lo studio, agiscono come nuclei di condensazione. Si tratta di superfici microscopiche sulle quali può depositarsi l’acido solforico presente nell’atmosfera venusiana. In pratica ogni granello di polvere cosmica diventa una sorta di piccolo appoggio attorno al quale si raccoglie la sostanza che domina le nubi del pianeta.

La parte più sorprendente è che questo processo ricorda, almeno dal punto di vista concettuale, quello che succede sulla Terra. Anche le nostre nuvole si formano attorno a qualcosa di solido, che può essere polvere, sale o altri aerosol sospesi nell’aria. Senza questi minuscoli supporti il vapore acqueo faticherebbe a condensarsi e a dare vita alle nubi che vediamo ogni giorno nel cielo.

Fonte: TecnoAndroid

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