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Tartaruga Jonathan, il DNA svela il segreto dei suoi 194 anni

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La tartaruga Jonathan ha raggiunto la cifra di 194 anni ed è considerata l’animale terrestre più anziano del mondo. Per molto tempo la sua straordinaria longevità è rimasta una sorta di enigma, ammirato più che spiegato. Adesso però qualcosa è cambiato, perché lo studio del suo DNA ha offerto una chiave di lettura piuttosto chiara. Jonathan sarebbe un individuo eccezionale che appartiene, a sua volta, a una specie eccezionale.

Detta così può sembrare una formula semplice, quasi scontata. In realtà racchiude un concetto preciso, perché mette insieme due livelli diversi di spiegazione che di solito vengono tenuti separati. Da una parte c’è il patrimonio comune a tutti gli esemplari della sua specie, dall’altra le caratteristiche che rendono proprio questa tartaruga diversa dalle altre.

Il segreto scritto nel DNA

Il punto di partenza è il codice genetico. Analizzando il DNA di Jonathan è emerso che la sua resistenza al passare del tempo non dipende da un singolo fattore fortunato. Non si tratta insomma di un caso isolato o di una semplice coincidenza. Il quadro che viene fuori è quello di una combinazione: un animale con doti personali fuori dal comune, inserito in un gruppo biologico che già di suo tende a vivere a lungo.

Questo aspetto è importante perché aiuta a capire come mai un esemplare possa arrivare a quasi due secoli di vita restando, per così dire, in piena forma. La specie fornisce una base solida, una sorta di predisposizione naturale alla longevità. Su quella base poi si innestano le particolarità del singolo, che nel caso di Jonathan sembrano spingere ancora più in là i limiti già notevoli del suo gruppo.

Ragionare su due livelli permette di evitare un errore abbastanza comune, cioè pensare che un animale molto vecchio sia semplicemente il più fortunato tra i suoi simili. La genetica racconta una storia più articolata. Jonathan non è soltanto un sopravvissuto, è il risultato di un’eredità biologica speciale unita a qualità individuali altrettanto rare.

Una specie speciale e un individuo fuori scala

Il dato che colpisce di più riguarda proprio questo doppio primato. Essere un individuo eccezionale all’interno di una specie eccezionale significa partire avvantaggiati e poi distinguersi ulteriormente. Per molti animali arrivare a un’età avanzata è già un traguardo raro. Per Jonathan, invece, l’età rappresenta il segno visibile di un equilibrio genetico che pochi altri esseri viventi possono vantare.

A 194 anni la tartaruga continua a essere considerata viva e vegeta, una condizione che rende il suo caso ancora più interessante per chi studia l’invecchiamento. Il fatto che la spiegazione arrivi dal DNA dà finalmente una base concreta a quello che per lungo tempo era stato osservato soltanto dall’esterno. Il suo corpo ha attraversato quasi due secoli e il motivo, almeno in parte, è scritto nei suoi geni. L’analisi genetica conferma quindi che il record di Jonathan nasce dall’incontro tra le qualità della sua specie e le sue doti personali, due elementi che insieme gli hanno permesso di diventare l’animale terrestre più longevo conosciuto e di arrivare a 194 anni.

Fonte: TecnoAndroid

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