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MacBook Pro con schermo rotto? Usa un vecchio Mac come display: il caso

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Uno schermo rotto su un MacBook Pro è uno di quei guai che fanno passare la voglia di aprire il laptop, soprattutto quando il preventivo della riparazione supera abbondantemente il costo di un telefono di fascia media. È esattamente la situazione in cui si è trovato un utente di Reddit, che invece di sborsare circa 650 euro ha preferito imboccare una strada molto meno ortodossa: usare un vecchio Mac come monitor del nuovo.

La trovata arriva da Content_Virus9971, che su Reddit ha mostrato il risultato del suo esperimento. Il protagonista è un MacBook Pro M4 Pro con il pannello fuori uso, affiancato da un MacBook Pro M1 che l’utente aveva già in casa e che, invece di finire in un cassetto, si è ritrovato promosso al ruolo di display esterno. Non proprio una soluzione da manuale, ma funziona.

Due portatili tenuti insieme dagli elastici

La parte più impressionante, o forse la più divertente, riguarda l’assemblaggio fisico. I due computer sono letteralmente impilati uno sopra l’altro e tenuti fermi con degli elastici. Nessuna staffa, nessun supporto stampato in 3D, nessun accessorio comprato apposta. Il MacBook Pro M4 Pro resta la macchina principale, quella che macina tutto il lavoro, mentre l’M1 si limita a mostrare l’immagine.

Il risultato visivo è quello di un portatile ibrido, una specie di MacBook Frankenstein costruito con quello che c’era a portata di mano. Poco elegante, certo, ma perfettamente coerente con l’obiettivo di partenza: evitare una spesa importante per la sostituzione del pannello. Chi ha già affrontato una riparazione simile sa bene quanto il costo dello schermo incida sul valore complessivo della macchina, e in certi casi si avvicina pericolosamente alla soglia oltre la quale conviene quasi cambiare computer.

Come parlano tra loro i due Mac

La parte tecnica è più interessante di quanto sembri. Per far sì che il display dell’M1 mostri quello che sta elaborando l’M4 Pro, l’utente ha creato una connessione LAN tramite Thunderbolt, collegando quindi i due computer direttamente senza passare da router o reti wireless. La trasmissione vera e propria dell’immagine avviene invece attraverso Moonlight, un software nato per lo streaming remoto a bassa latenza, di solito impiegato per giocare da un dispositivo all’altro.

Proprio il collegamento diretto tra le due macchine è ciò che rende il tutto praticabile. Secondo quanto racconta l’utente, la risposta è praticamente immediata, senza quel ritardo fastidioso che di solito rende inutilizzabile qualsiasi soluzione di mirroring via rete. Muovere il cursore, scrivere, spostare finestre: tutto avviene con una fluidità sufficiente a lavorare senza impazzire.

Il vecchio MacBook Pro M1, in questo scenario, non fa nulla di più di quello che farebbe un monitor esterno qualsiasi. Riceve il flusso video e lo mostra. Tutta la potenza di calcolo resta sul MacBook Pro M4 Pro, che continua a funzionare esattamente come prima, con l’unica differenza che l’immagine finisce su un altro pannello.

È il genere di soluzione che nessun tecnico consiglierebbe e che difficilmente troverà spazio in un ufficio, ma che risolve un problema concreto con oggetti già posseduti. Un display rotto non rende inutile il computer, e finché la scheda logica lavora bene il resto è una questione di dove far arrivare i pixel. In questo caso, dieci centimetri più in alto, sopra una pila di elastici.

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