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Chi mette in conto un viaggio su gomma verso il nord o l’ovest del continente scopre presto che i pedaggi in Europa seguono regole tutt’altro che uniformi, e che la differenza tra un Paese e l’altro può pesare sul portafoglio quanto un pieno di carburante. Francia, Italia e Portogallo continuano a basarsi soprattutto sulla distanza percorsa, quindi si paga in base ai chilometri macinati. Altrove, invece, il meccanismo cambia del tutto: in Austria, Svizzera, Slovenia e Repubblica Ceca serve acquistare una vignetta valida per un certo periodo di tempo, indipendentemente da quanta strada si fa. Il risultato è che due itinerari di lunghezza simile possono costare cifre molto lontane tra loro. E la geografia, in questo caso, conta parecchio.
Dove i pedaggi pesano di più sul budget
Per chi affronta lunghe percorrenze, Francia e Italia restano tra i Paesi più impegnativi. Sulle principali arterie autostradali francesi il costo si aggira indicativamente tra i 9 e i 12 euro ogni 100 chilometri, mentre in Italia la forbice scende a una cifra compresa tra 7 e 10 euro sempre ogni 100 chilometri. Il Portogallo si muove su valori simili, tra gli 8 e i 10 euro. La Spagna, al contrario, negli ultimi anni ha liberalizzato molte tratte rendendole gratuite, anche se qualche autostrada a pagamento è rimasta.
Scendendo verso sud est il quadro si alleggerisce: in Croazia si viaggia con una spesa indicativa tra i 5 e i 7 euro ogni 100 chilometri, in Grecia tra i 5 e gli 8 euro. Non sono cifre trascurabili, ma su un itinerario lungo la differenza rispetto al tratto francese diventa evidente. Il sistema a vignetta, invece, premia chi percorre tanti chilometri. In Svizzera l’accesso alla rete autostradale passa da una vignetta annuale da 40 franchi svizzeri, in Austria quella da dieci giorni costa 12,80 euro. Ancora più economici alcuni Paesi dell’Europa orientale: in Romania la vignetta settimanale si aggira sui 3 euro, in Bulgaria quella valida sette giorni costa circa 8 euro. Anche Slovenia, Repubblica Ceca, Slovacchia e Ungheria adottano formule analoghe, con tariffe che variano a seconda della durata scelta.
I Paesi dove non si paga (quasi) nulla
All’estremo opposto della classifica ci sono Germania, Belgio, Lussemburgo e Paesi Bassi, dove le auto private possono in genere circolare sulla rete autostradale senza alcun pedaggio diretto. Discorso simile per la Finlandia e, in gran parte, per Danimarca e Svezia, che non applicano una tariffazione generalizzata sulle autostrade. Attenzione però, perché in questi Paesi alcune infrastrutture specifiche, come ponti e tunnel, restano a pagamento. La Norvegia rappresenta un caso a parte, con numerosi sistemi di pedaggio locali e urbani sparsi sul territorio. Irlanda e Regno Unito, invece, hanno reti prevalentemente gratuite con qualche eccezione puntuale.
Tunnel e ponti, la voce che sfugge ai calcoli
C’è una categoria di spesa che troppo spesso viene dimenticata quando si prepara un preventivo di viaggio: le grandi infrastrutture a pagamento. Tunnel e ponti importanti hanno tariffe proprie, spesso slegate dal normale sistema autostradale, e in Europa non sono pochi. Per chi parte dall’Italia gli esempi più familiari sono il Traforo del Monte Bianco, il Frejus e il Gran San Bernardo. Verificare il costo medio dei pedaggi lungo la tratta, quindi, non basta: serve controllare anche quali passaggi speciali si incontreranno lungo il tragitto, perché possono incidere in modo significativo sul totale.
Mettendo insieme i numeri, la mappa dei costi si legge abbastanza chiaramente. Da una parte Francia e Italia, dove il pedaggio autostradale incide di più sul budget complessivo di un viaggio lungo. Dall’altra Germania e buona parte del nord Europa, dove si percorrono centinaia di chilometri senza tirare fuori un euro. In mezzo il mondo delle vignette, che parte dai circa 3 euro della settimana rumena e arriva ai 40 franchi svizzeri dell’annuale elvetica.
Per un road trip europeo la scelta del percorso non si riduce a distanza e consumi: il sistema di pedaggio adottato da ciascun Paese può cambiare in modo sensibile il conto finale.










