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Mac mini, il nuovo modello in arrivo prima di iPhone 18 Pro

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Il nuovo Mac mini sembra ormai questione di giorni, e la cosa curiosa è che potrebbe arrivare prima dell’evento dedicato a iPhone 18 Pro. L’indicazione arriva da Mark Gurman, che parla di un annuncio imminente, quasi in punta di piedi, senza keynote e senza fanfare. Il calendario, del resto, spiega parecchio: l’appuntamento per iPhone 18 Pro è atteso per mercoledì 9 settembre, mentre Tim Cook lascerà la carica di amministratore delegato il 1° settembre. Se davvero il nuovo desktop compatto dovrà essere l’ultimo prodotto presentato sotto la sua gestione, allora la finestra utile si chiude entro la fine di agosto.

Il punto interrogativo più interessante riguarda il cuore della macchina. Secondo Gurman, Apple avrebbe messo alla prova versioni del Mac mini equipaggiate sia con chip M5 sia con chip M6, e non è chiaro quale delle due generazioni finirà effettivamente nel modello destinato al mercato. Una scelta non banale, perché sposterebbe di molto il posizionamento del prodotto rispetto alla configurazione attuale.

Cosa offre oggi il Mac mini e come sono cambiati i prezzi

Nella versione in vendita in questo momento, il Mac mini si configura con chip M4 standard oppure con il più muscolare M4 Pro, memoria da 16GB fino a 48GB e archiviazione che arriva a 8TB. Una gamma piuttosto ampia, che negli ultimi mesi ha però subito un paio di scossoni sul fronte listino. All’inizio di maggio Apple ha smesso di proporre il modello da 256GB a circa 550 euro, lasciando come configurazione più economica quella da 512GB attorno ai 740 euro. Poi, a fine giugno, il taglio da 256GB è tornato disponibile, ma a un prezzo diverso: circa 740 euro, ovvero la stessa cifra che prima serviva per portarsi a casa il doppio dello spazio. Il motivo sta in un ritocco generalizzato che ha coinvolto tutta la linea Mac e iPad, oltre ad Apple TV, HomePod e Vision Pro. Un aggiustamento trasversale, non un intervento isolato sul solo desktop compatto.

Tempi di consegna lunghi e assemblaggio in Texas

C’è un altro elemento che rende la situazione del Mac mini piuttosto particolare, ed è la domanda. La macchina è diventata popolare tra chi vuole far girare modelli di intelligenza artificiale direttamente in locale, senza appoggiarsi al cloud. Questo interesse crescente, sommato alla carenza di chip di memoria che continua a pesare sul settore, ha allungato sensibilmente le attese. Sullo store online americano, al momento, la stima di consegna oscilla tra le 4 e le 10 settimane a seconda della configurazione scelta. Numeri che raccontano meglio di qualsiasi comunicato quanto il prodotto stia tirando.

Sul fronte produttivo, invece, c’è una novità che potrebbe finire per avere un peso comunicativo importante. A febbraio Apple ha annunciato che Foxconn avrebbe iniziato ad assemblare alcune unità di Mac mini in uno stabilimento di Houston, in Texas, nel corso dell’anno. La struttura ha aperto i battenti questo mese, con Cook presente all’inaugurazione insieme a rappresentanti del governo statunitense. Un dettaglio che suggerisce come l’eventuale annuncio del nuovo modello possa insistere proprio sull’assemblaggio negli Stati Uniti, tema che negli ultimi tempi Apple ha spinto con una certa insistenza.

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