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LineageOS trasforma Android in un telefono premium senza AI

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Installare una ROM alternativa al posto del sistema operativo originale del telefono è sempre stato sinonimo di compromessi, e per anni ha avuto quel sapore un po’ artigianale da smanettoni. Le cose sono cambiate parecchio. Oggi LineageOS permette di ritrovarsi tra le mani un telefono che sembra e si comporta come un dispositivo di fascia alta, senza dover ricorrere a nessun trucchetto legato all’intelligenza artificiale. Un Android pulito, rapido, elegante, e soprattutto libero da tutto ciò che oggi appesantisce gli smartphone.

Il punto di partenza è semplice. LineageOS, come la maggior parte delle ROM personalizzate, nasce dalle fondamenta open source di Android. In pratica basta prendere un telefono Android, togliere tutte le parti targate Google e lasciare solo il codice disponibile pubblicamente. Quel che resta è proprio LineageOS. Google negli anni ha stretto sempre più la presa sul suo sistema, eppure le basi che rendono Android gradevole alla vista restano alla portata di tutti. Le animazioni delle app sono fluide, le icone delle impostazioni rapide, il drawer e la schermata di blocco appaiono altrettanto curate rispetto a quelle di un Pixel appena uscito. Chi desse un’occhiata da sopra la spalla non noterebbe alcuna differenza rispetto a un telefono qualsiasi. Semmai farebbe caso all’hardware, ammesso che non sia nascosto da una cover.

Più veloce perché libero dal superfluo

Agli albori di Android i telefoni faticavano a stare dietro alle richieste. Le app impiegavano qualche secondo per aprirsi, le animazioni erano a scatti, e attività pesanti o perdite di memoria potevano bloccare tutto. Circa dieci anni fa questo ha smesso di essere un problema, tranne che sui modelli più economici. I nostri telefoni sono diventati così potenti che oggi è possibile installare quasi tutte le app Android moderne su un dispositivo vecchio di cinque anni senza rallentamenti.

Oggi i produttori infilano sempre più potenza e memoria nei telefoni non perché servano davvero a farli funzionare, ma per alimentare una quantità crescente di funzioni AI. Per chi di intelligenza artificiale fa un uso minimo o nullo, questo si traduce in un vantaggio inaspettato, cioè telefoni ancora più rapidi una volta spento tutto quel carico. Certo, molte funzioni AI si possono disattivare e un telefono Android si può quasi de googlizzare senza sostituire il sistema operativo, ma restano processi in background impossibili da raggiungere. Con LineageOS invece il risultato è netto. Un telefono del 2013 può sembrare veloce come il giorno dell’acquisto.

App open source e fotocamere che non deludono più

Di serie LineageOS arriva solo con software open source, anche se il team fornisce le istruzioni per installare il Play Store. C’è chi preferisce restare il più possibile sullo store F-Droid. Le app open source hanno fatto passi da gigante e puntano molto sulla privacy, in un momento in cui sempre più persone sono disposte a pagare qualcosa in più per sfuggire alla sorveglianza digitale. Ci sono reFra come alternativa locale a Google Foto, Easy Notes al posto di Google Keep, l’app di scrittura a mano Saber e altri piccoli gioielli poco conosciuti. Molte di queste app abbracciano il design Material You e spesso risultano più gradevoli di quelle commerciali.

Esistono ormai anche valide alternative open source alle app fondamentali come Gboard. FUTO Keyboard offre gesti di scorrimento e input vocale, tutto offline. OSMAnd sostituisce Google Maps rispettando la privacy, Material Files fa da gestore file, e con il client Aurora si scaricano anche app senza controparte open source.

Per molti la vera barriera era la fotocamera. Chi ha usato versioni open source di Android in passato ricorda foto sgranate. Oggi la situazione è cambiata. Gli sviluppatori di LineageOS includono spesso la versione ufficiale dell’app fotocamera del telefono, così si può scegliere tra la app open source e quella con l’elaborazione aggiuntiva del produttore. Anche restando sull’open source i risultati sono migliorati. PhotonCamera scatta foto paragonabili a quelle di un Pixel, magari più lenta e da impugnare con più attenzione, ma con esiti altrettanto piacevoli.

Ciò che rende un telefono premium ha poco a che fare con l’AI. Conta l’hardware, poi un software rapido e istantaneo con animazioni fluide e un ottimo design. Il malcontento verso l’intelligenza artificiale è concreto, e stanno arrivando sul mercato sempre più telefoni che ne fanno esplicitamente a meno. A seconda del modello posseduto, non serve nemmeno comprarne uno nuovo. Basta un software come LineageOS per costruirsi da soli un telefono minimalista e privo di AI.

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