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Le foto rubate durante i collaudi stradali raccontano che il Lexus LBX Morizo RR sta per avere una versione ancora più cattiva, e stavolta i fotografi sono riusciti a immortalare il prototipo accanto al modello di serie. Il confronto diretto è utile, perché certe differenze si colgono solo quando le due vetture stanno una di fianco all’altra. E, sorpresa non da poco, qualcuno è riuscito a sbirciare anche dentro l’abitacolo.
Davanti il muso sembra praticamente lo stesso, almeno a un primo sguardo distratto. Poi però si nota un piccolo labbro inferiore aggiunto sul paraurti della variante ad alte prestazioni, un dettaglio minuscolo che però tradisce immediatamente la natura diversa di questo crossover. Non è il classico stravolgimento estetico, piuttosto una serie di ritocchi mirati.
Fibra di carbonio ovunque, anche dove non ci si aspetta
La parte più interessante sta sopra. Il tetto è coperto da camuffatura, e questo di solito significa una cosa sola, ovvero che sotto c’è fibra di carbonio. Su un crossover è una scelta piuttosto insolita, ma chi segue il mondo Toyota sa bene che i tetti in carbonio sono ormai una firma delle versioni più spinte della GR Corolla. Il discorso si ripete dietro, dove immagini precedenti avevano già mostrato un paraurti realizzato con lo stesso materiale.
Tra i due terminali di scarico compaiono quelle che sembrano prese d’aria funzionali, non semplici finte griglie decorative. Più in alto c’è uno spoiler nuovo, anche questo probabilmente in carbonio, con un disegno diviso in due livelli, due supporti centrali e un passaggio d’aria nel mezzo. Tutto punta nella stessa direzione, cioè togliere peso e lavorare sull’aerodinamica senza cambiare la silhouette generale della vettura.
Dentro l’abitacolo cambia poco ma quel poco conta
Gli interni restano riconoscibilissimi, eppure il prototipo mostra sedili sportivi alleggeriti rivestiti in pelle e alcantara, con cuciture a contrasto rosse e quello che sembra un inserto in carbonio sul tunnel centrale. Il resto della dotazione dovrebbe restare in linea con quanto già offerto, quindi quadro strumenti digitale, sistema di infotainment da 9,8 pollici, pedaliera in alluminio, volante riscaldato, climatizzatore bizona, ricarica wireless per lo smartphone e impianto audio premium Mark Levinson a 17 altoparlanti. Insomma, nessuna spartanizzazione estrema in stile vettura da pista. La logica sembra essere quella di alleggerire dove si può senza rinunciare al comfort che ci si aspetta da un modello con il marchio Lexus sul cofano.
Il motore resta un’incognita
Qui nessuno ha ancora certezze. La versione in prova punta chiaramente sulla riduzione di peso, ma non è chiaro se arriverà anche un incremento di potenza. Se la casa giapponese decidesse di lasciare il propulsore così com’è, si parlerebbe del tre cilindri turbo da 1,6 litri che eroga 300 cavalli, pari a 224 kW ovvero 304 CV, con 400 Nm di coppia. Numeri già notevoli per una vettura di queste dimensioni.
Il prototipo avvistato monta un cambio automatico a otto rapporti, ma sul modello normale è disponibile anche il manuale a sei marce. Sarebbe davvero strano se la variante più estrema rinunciasse a quella possibilità, considerando il tipo di pubblico a cui si rivolge. La trazione integrale è data per scontata, e con il lavoro fatto sul peso è lecito aspettarsi che lo scatto da zero a cento km/h scenda sotto i 5,2 secondi dichiarati per la versione attuale. Resta da capire quando arriverà la presentazione ufficiale, ma la frequenza con cui questi muletti vengono avvistati su strada suggerisce che lo sviluppo sia ormai in fase avanzata. Il Morizo RR più estremo, insomma, non è più soltanto un’ipotesi da corridoio.
Fonte: TecnoAndroid








