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Revolut Pay with Smile: si paga con il volto, zero commissioni

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Pagare guardando il terminale, senza tirare fuori nulla dalla tasca: è la proposta di Revolut Pay with Smile, il sistema di pagamenti con riconoscimento del volto che l’azienda ha iniziato a distribuire nel Regno Unito. Niente carta, niente smartphone, niente portafoglio. Il cliente si avvicina alla cassa, guarda lo schermo, la transazione viene autorizzata. Detta così sembra un dettaglio marginale, ma cambia parecchio il modo in cui funziona il momento del pagamento in un bar o in un ristorante.

Il meccanismo, nella sostanza, è semplice. Chi vuole usarlo deve prima aderire attraverso l’app Revolut, dove viene registrato un selfie. Quando arriva il momento di pagare, il terminale riprende il volto e lo confronta con quell’immagine di riferimento. Se la verifica va a buon fine, l’operazione è autorizzata e finisce lì. Nessun codice da digitare, nessun avvicinamento del telefono al lettore.

Come vengono trattati i dati del volto

Il punto più delicato, ovviamente, riguarda la privacy. Un conto è lasciare il proprio volto in un archivio sparso tra decine di esercenti, un altro è una gestione centralizzata e cifrata. Revolut sostiene che i dati personali non vengano conservati dal commerciante e che l’autenticazione avvenga interamente all’interno dell’app, protetta da crittografia end to end. Il negoziante, in altre parole, non si ritrova con una banca dati di immagini da custodire, e questo semplifica la vita anche a chi gestisce il locale.

L’adesione resta volontaria. Chi non ha voglia di farsi riprendere dal POS continua a pagare come ha sempre fatto, con carta o con il telefono. Il sistema di riconoscimento facciale si aggiunge alle opzioni esistenti, non le sostituisce.

Commissioni azzerate e la nuova Cassa Revolut

C’è poi la leva che probabilmente interessa di più chi sta dall’altra parte del bancone. Le transazioni effettuate tramite Pay with Smile hanno commissioni di elaborazione pari a zero per gli esercenti. Non ridotte, non scontate: azzerate. In un settore dove ogni punto percentuale sul transato pesa sui margini, è un argomento che si fa ascoltare da solo, soprattutto per i locali con volumi alti e scontrini medi bassi.

La funzione arriva insieme alla nuova Cassa Revolut, il sistema POS pensato in modo specifico per il mondo dell’ospitalità. Si tratta di un dispositivo modulare a doppio schermo, uno rivolto verso l’operatore e uno verso il cliente, che mette insieme in un unico apparecchio i pagamenti, le funzioni bancarie e gli strumenti per la gestione della sala. L’idea è evitare la solita giungla di dispositivi separati che si accumulano dietro la cassa, ognuno con il suo fornitore e il suo contratto.

Un dettaglio interessante riguarda la connettività. Il terminale integra una eSIM di backup, pensata per tenere in vita il sistema quando la connessione principale salta. Chiunque abbia lavorato in un locale sa cosa significa avere il POS fuori uso nel pieno del servizio, con la fila alla cassa e i clienti che aspettano. Una rete di riserva che entra in funzione da sola risolve un problema concreto, non teorico.

Sul fronte dei clienti, Revolut ha scelto la via degli incentivi per spingere l’adozione. Chi paga con Pay with Smile accumula il triplo dei RevPoints rispetto a una transazione normale. È il classico meccanismo di spinta iniziale, quello che serve a superare la diffidenza delle prime volte e a trasformare una curiosità in abitudine.

Per ora il rollout riguarda il Regno Unito, dove la combinazione tra il nuovo POS e il pagamento biometrico viene proposta come pacchetto unico al settore della ristorazione e dell’ospitalità. La direzione è chiara: portare Revolut dentro i locali fisici, non solo nelle app degli utenti, e farlo attaccando proprio la voce di costo che i commercianti conoscono meglio, quella delle commissioni sulle transazioni.

Fonte: TecnoAndroid

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