Un intervento di assistenza finito male ha trasformato un costoso portatile da gaming in un fermacarte, e la vicenda legata al servizio Lenovo Premium Care sta facendo discutere parecchio tra gli appassionati. Il protagonista è il proprietario di un Legion 7i equipaggiato con una RTX 4090, che dopo aver affidato la macchina all’assistenza per un problema termico se l’è ritrovata inutilizzabile. E la beffa più grande è che, secondo il suo racconto, l’azienda avrebbe rifiutato sia il rimborso sia la sostituzione.
Lenovo Premium Care: quando il metallo liquido diventa un problema serio
L’applicazione del metallo liquido è sempre stata una scelta delicata, soprattutto sui portatili. Parliamo di macchine che vengono spostate di continuo, inclinate, trasportate nello zaino, e in queste condizioni il materiale può facilmente fuoriuscire e finire dove non dovrebbe. Se già su una PlayStation 5, che resta praticamente ferma sotto la TV, il metallo liquido può creare guai, è facile immaginare cosa possa combinare dentro un laptop.
L’utente, che sui forum si firma “oza1”, aveva un Legion 7i con processore Intel Core i9-14900HX e una RTX 4090 a piena potenza. Roba di fascia altissima, insomma. Dopo l’intervento del personale Premium Care il computer si è bloccato sul logo Legion durante il riavvio, e poco dopo ha smesso del tutto di funzionare. Il post non chiarisce se il metallo liquido si sia effettivamente sparso sulla scheda madre, ma il sospetto è forte. Quel composto è conduttivo, e basta che finisca sui componenti sbagliati per provocare un cortocircuito.
Non è finita qui. A quanto pare i tecnici hanno provato a rimediare con altri due interventi, coinvolgendo il dissipatore e la scheda madre. Entrambi senza successo.
Rimborso negato e garanzia nel limbo
Il momento di assumersi le responsabilità è arrivato, e a detta dell’utente Lenovo è sparita dai radar. Niente sostituzione, niente rimborso completo. Un colpo pesante, considerando che i prezzi dei portatili da gaming sono schizzati verso l’alto a causa della carenza di DRAM. Cambiare macchina oggi è quasi proibitivo, e molti si ritrovano costretti a tenersi l’hardware vecchio.
Per il rimborso il cliente è stato indirizzato verso un rivenditore terzo negli Emirati Arabi Uniti, Sharaf DG. Peccato che anche loro abbiano rifiutato, sostenendo che il danno era stato causato da Lenovo. In cambio hanno offerto un credito negozio pari al prezzo d’acquisto originale. Il problema è che quel credito è vincolato e non basta comunque per comprare un portatile equivalente.
C’è pure un dettaglio che aggiunge amarezza. Il credito non copre in alcun modo la garanzia Premium Care aggiuntiva che l’utente aveva pagato a parte, valida fino al 31 agosto 2028. Diversi commentatori gli hanno suggerito di rivolgersi al Dubai Consumer Rights per far valere i propri diritti, dato che sono stati proprio i tecnici Lenovo a lasciare un cliente affezionato senza il suo portatile di punta.
Resta il dubbio sul perché le aziende insistano ancora con il metallo liquido, pur sapendo quanto sia difficile da gestire e potenzialmente dannoso. Certo, le prestazioni termiche sono superiori. Ma per chi ama mettere le mani sui propri dispositivi esistono alternative più sicure, come i pad termici PTM7950 per CPU e GPU e il mastice termico UTP-X di UPSIREN per VRAM, VRM e gli altri componenti sotto il dissipatore. Soluzioni che non svuotano nemmeno il portafoglio, con un pad da 80 x 80 x 0,25 mm che si trova intorno ai 22 euro e una confezione di mastice termico da 20 grammi a circa 24 euro.










