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Auto, cinghia di distribuzione: l’errore da non fare per evitare guai

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Chi ha già portato l’auto in officina per il cambio della cinghia di distribuzione sa perfettamente dove si concentra la spesa, e non è nei pezzi di ricambio. È la manodopera a fare la differenza, perché gran parte delle ore fatturate serve a smontare mezzo vano motore prima ancora di toccare la cinghia vera e propria. Ed è esattamente in quel momento, con il motore aperto e il meccanico che chiede se procedere o meno con qualche ricambio extra, che molti automobilisti commettono un errore di ingenuità destinato a presentarsi di nuovo, con gli interessi.

Il meccanismo è semplice da capire anche senza avere le mani sporche di grasso. Per arrivare alla distribuzione bisogna liberare tutta la fiancata del blocco, togliere componenti, carter, supporti. Un lavoro lungo. Una volta che lo spazio è finalmente libero, davanti agli occhi compare anche il paraolio dell’albero motore, cioè la guarnizione che ha il compito di trattenere l’olio all’interno del monoblocco. Un pezzo piccolo, economico, che nessuno guarda finché non inizia a sporcare l’asfalto sotto la macchina.

Perché sui 1.6 HDi conviene sostituire subito il paraolio

Sui motori 1.6 HDi la cinghia tiene botta parecchio e regge l’usura senza troppi drammi. Proprio per questo l’intervento capita di rado, e quando capita vale la pena sfruttarlo fino in fondo. Il problema è che il paraolio, con il passare degli anni e soprattutto con il calore continuo del motore, tende a seccarsi. La gomma perde elasticità, si indurisce, e prima o poi lascia passare qualcosa.

Il punto è che spesso, al momento della sostituzione della distribuzione, quella guarnizione appare ancora perfettamente asciutta. Nessuna traccia di olio, nessun alone. La tentazione di lasciarla dove si trova per non gonfiare il preventivo è forte, comprensibile, quasi automatica. José, un meccanico che conosce bene questi propulsori, la pensa all’opposto e lo dice senza giri di parole: “Su questi motori la distribuzione dura una vita, ma ascoltate questo consiglio: anche se il paraolio non perde una goccia, cambiatelo lo stesso. Costa una miseria”.

Il rischio di pagare due volte lo stesso smontaggio

La logica dietro quel consiglio è di una banalità disarmante. Se la guarnizione da pochi euro decide di cedere sei mesi dopo il tagliando, la macchia d’olio sotto la scocca costringe a tornare in officina. E lì non esistono scorciatoie: per arrivare a quel singolo pezzo bisogna smontare di nuovo tutta la distribuzione appena installata, con tanto di cinghia nuova da rimuovere e rimontare.

Risultato, si finisce per saldare due volte la stessa fattura di manodopera solo per aver risparmiato una cifra irrisoria al primo passaggio. Il ricambio in sé pesa pochissimo sul totale, il lavoro invece pesa moltissimo, e va ripetuto da zero. “Cambiandolo subito vi togliete il pensiero”, spiega José. “Prevenite la perdita ed evitate di dover ripagare da capo tutto lo smontaggio del motore”.

Il ragionamento vale ogni volta che il motore viene aperto per un intervento programmato. Se un componente soggetto a usura si trova già esposto, sostituirlo in quel momento significa pagarlo praticamente a costo del solo pezzo, perché la parte costosa dell’operazione è già stata affrontata. Rimandare, invece, sposta semplicemente la spesa più avanti, moltiplicata. Sui 1.6 HDi il cambio della cinghia arriva con intervalli lunghi, e ogni occasione persa si traduce in un secondo smontaggio completo che nessuno aveva messo in preventivo.

Fonte: TecnoAndroid

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