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Torna al centro della scena l’Hyperloop, e lo fa con un annuncio che riguarda il Texas: un tunnel tra Austin e San Antonio percorso a oltre 320 km/h, con un viaggio che secondo Elon Musk potrebbe durare meno di mezz’ora. Il 20 settembre 2026 l’imprenditore ha scritto che The Boring Company sta lavorando a un “simple, precursor Hyperloop”, cioè un primo passo verso qualcosa di più ambizioso. Oggi lo stesso spostamento, con il traffico della Interstate 35, può richiedere circa due ore e mezza. Vale la pena chiarire subito un punto che rischia di perdersi tra gli entusiasmi. Il post di Musk non presenta un treno pronto a entrare in servizio e nemmeno una nuova ferrovia ad alta velocità. Parla di un tunnel scavato lungo il corridoio della Interstate 35, con veicoli capaci di superare le 200 miglia orarie, appunto oltre 320 km/h.
Un progetto annunciato, non un cantiere aperto
La Boring Company ha spiegato che il collegamento funzionerebbe come un sistema espresso, senza fermate intermedie, permettendo di partire da un parcheggio di Austin e arrivare direttamente a destinazione a San Antonio, sempre che entrambi i punti siano dotati di una stazione. Fin qui la teoria. Perché mancano, almeno per ora, un tracciato definitivo, un cronoprogramma, un costo dell’opera e un progetto infrastrutturale approvato. Si tratta quindi di una proposta, non di una linea in costruzione.
L’idea di fondo, del resto, non è nuova. Il concetto moderno di Hyperloop lo presentò lo stesso Musk nel 2013 con un documento tecnico: capsule o pod che viaggiano dentro un tubo a pressione ridotta, così da abbattere la resistenza dell’aria, con sistemi di propulsione e sostentamento diversi da quelli ferroviari. Oggi la Boring Company distingue chiaramente i propri tunnel dall’Hyperloop vero e proprio, descritto sul suo sito come un sistema di trasporto pubblico con pod elettrici autonomi capaci di superare le 600 mph. A Bastrop, in Texas, l’azienda ha completato nel 2022 un breve tunnel di test, usato anche per sperimentare sistemi di pompaggio del vuoto. Il progetto tra le due città texane sarebbe insomma un ponte tra il Loop, il trasporto sotterraneo in tunnel, e l’idea più estrema dell’Hyperloop.
Nel 2017, durante un intervento TED, Musk aveva già raccontato la sua visione di una rete tridimensionale di gallerie sovrapposte, sostenendo che non ci fosse un vero limite al numero di livelli realizzabili. All’epoca ipotizzava per i tunnel dedicati alle automobili velocità intorno ai 200 km/h, con i veicoli trasportati su piattaforme. Adesso l’asticella sale oltre i 320 km/h, almeno sulla carta.
Il confronto con il Frecciarossa e l’Alta Velocità italiana
Qui entra in gioco un paragone che in Italia salta all’occhio. Il Frecciarossa 1000 di Trenitalia ha una velocità massima di 300 km/h e circola sulla rete italiana ed europea ad Alta Velocità. Anche gli ETR 500 Frecciarossa toccano i 300 km/h. La differenza con l’annuncio di Musk è quindi di una ventina di chilometri orari scarsi, ma il confronto serio riguarda la tecnologia e l’infrastruttura, non il numero sul tachimetro. Il Frecciarossa viaggia su una rete già operativa, il sistema della Boring Company resta legato a un’infrastruttura sotterranea tutta da realizzare.
E la soglia dei 300 km/h in Italia non è affatto recente. La linea Roma Napoli arrivò a quella velocità con il completamento del sistema nel 2005, nel 2008 entrò in servizio la Milano Bologna, nel 2009 il completamento dell’asse Torino Milano Bologna Firenze Roma Napoli portò a circa 1.000 km la rete AV italiana. Durante i test si è andati anche oltre: nel 2008 un convoglio sulla Milano Bologna toccò 362 km/h, record italiano dell’epoca, superato l’anno seguente nella galleria tra Firenze e Bologna.
Auto nel tunnel o treno sui binari
La novità della proposta, allora, non sta nella cifra. Sta nell’uso del tunnel come infrastruttura di trasporto veloce, con veicoli o pod che si muovono in un ambiente separato dalla viabilità di superficie: niente incroci, niente semafori, niente coda. La Boring Company qualche tunnel operativo lo ha già realizzato, su scala ben diversa però. Il Cybertunnel di Austin collega la Gigafactory Tesla a un’area oltre una strada a otto corsie e serve per trasferire i Cybertruck. Il salto verso un collegamento interurbano di circa 130 km a oltre 320 km/h è di tutt’altra portata. Sicurezza, evacuazione, capacità, ventilazione, accesso alle stazioni, costi di costruzione e gestione del traffico dei veicoli restano nodi aperti sul tavolo del progetto tra Austin e San Antonio.
Fonte: TecnoAndroid








