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Resident Evil, Zach Cregger svela i suoi 4 giochi preferiti

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Zach Cregger, regista del nuovo film di Resident Evil, si è ritrovato davanti a una di quelle domande che ogni appassionato teme: quali sono i tuoi videogiochi preferiti di sempre. Non due, non dieci, esattamente quattro. E lui, che non ha mai nascosto di essere un giocatore vero e non uno di passaggio, ha risposto senza girarci troppo intorno, sparando i titoli uno dietro l’altro come se ci avesse già pensato mille volte sotto la doccia.

La lista, pronunciata in un’intervista con Regal Movies, suona così: The Binding of Isaac, Dark Souls 3, Resident Evil 4 e, dopo una pausa e un sospiro, The Last of Us Part II. Le sue parole esatte tradiscono la difficoltà del momento, con quel “Dio, l’ultimo? È brutale” che chiunque abbia mai provato a stilare una classifica personale riconoscerà al volo. Impresa impossibile, certo, ma il gusto c’è tutto.

Quattro titoli che dicono molto del regista

Che Resident Evil 4 comparisse nell’elenco non stupisce nessuno. Cregger ha ripetuto più volte che il suo adattamento pesca a piene mani proprio dal quarto capitolo, e nel film è stato infilato pure un riferimento nascosto dedicato a quel gioco. Il resto della lista, invece, apre scenari curiosi: tolto The Last of Us Part II, nessuno degli altri titoli ha ancora avuto una trasposizione al cinema o in televisione. The Binding of Isaac e Dark Souls 3 restano territorio vergine, il che ha fatto partire più di una fantasia tra gli appassionati su cosa potrebbe fare un regista horror con l’universo di FromSoftware.

Quando gli è stato chiesto se avesse assegnato compiti a casa ad Austin Abrams, protagonista del film, la risposta è stata pratica: giocare a Resident Evil 2, al quarto e al settimo capitolo. Una scelta tutt’altro che casuale, visto che la pellicola si colloca in parallelo agli eventi del secondo gioco. Durante una sessione di domande e risposte su Reddit dedicata al franchise, Cregger ha inoltre spiegato di aver ripreso alcuni “elementi dei personaggi” dal settimo episodio della serie.

Il film divide, ma la grammatica visiva arriva dai giochi

Nonostante le credenziali da giocatore esibite più volte, una parte del pubblico continua a storcere il naso. Il motivo è semplice: il nuovo film di Resident Evil non adatta nessun capitolo in particolare e mette al centro un protagonista inedito, lasciando fuori Leon, che per molti resta il volto principale del marchio. La storia segue Bryan, corriere medico interpretato da Abrams, incaricato di consegnare un pacco al Raccoon City General Hospital proprio alla fine del turno. Peccato che nel frattempo, senza che lui ne sappia nulla, l’apocalisse zombie sia già cominciata.

Cregger però rivendica di aver attinto all’intero franchise, non a un singolo titolo. “Il linguaggio visivo è preso dai giochi”, ha spiegato, aggiungendo che il film vive per gran parte della sua durata in terza persona, con quell’inquadratura sopra la spalla che chi ha impugnato un pad riconosce immediatamente, e salta spesso alla prima persona. La sua convinzione è di non aver ancora visto un film che si appoggi davvero al vocabolario visivo dei videogiochi nel modo in cui lo fa questo. È una dichiarazione ambiziosa, e pure piuttosto rischiosa, perché sposta il metro di giudizio dalla fedeltà alla trama alla fedeltà all’esperienza. Chi si aspettava di ritrovare pari pari le stanze del commissariato o i dialoghi memorizzati a furia di rigiocare troverà qualcos’altro. Chi invece cerca la sensazione di muoversi dentro Raccoon City con la telecamera incollata alle spalle di qualcuno che sta per svoltare l’angolo sbagliato, probabilmente sì.

Resident Evil è attualmente nelle sale.

Fonte: TecnoAndroid

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