La lavatrice umana arrivata dal Giappone sembra uscita da un film di fantascienza, eppure è un dispositivo reale, pronto a lavare e asciugare una persona in appena 15 minuti. Il nome ufficiale è mirai Ningen Sentakuki, che tradotto suona più o meno come “lavatrice umana del futuro”, e a firmarla è l’azienda giapponese Science Co.
L’idea, così com’è, ha qualcosa di sorprendente. Una capsula in cui una persona entra e ne esce pulita e asciutta nel giro di un quarto d’ora, senza doversi occupare di nulla. Non serve strofinare, non serve insaponare a mano, non serve nemmeno pensarci troppo. Ci pensa la macchina, e lo fa in un tempo che a molti sembrerà quasi troppo breve per essere vero.
Come funziona la lavatrice umana giapponese
Il principio dietro la mirai Ningen Sentakuki è tanto semplice da spiegare quanto ambizioso nella pratica. La persona si sistema all’interno della capsula e, da lì in poi, tutto il resto è automatizzato. In circa 15 minuti il ciclo completa sia il lavaggio sia l’asciugatura, restituendo chi la usa in condizioni pronte per riprendere la giornata.
A sviluppare il progetto è stata Science Co., realtà giapponese che ha deciso di puntare su un pubblico ben preciso. Non stiamo parlando di un elettrodomestico pensato per la casa media, tutt’altro. Il target sono hotel e spa di lusso, ambienti dove l’esperienza del cliente conta più di ogni altra cosa e dove una soluzione del genere può diventare un elemento di richiamo.
Quanto costa e a chi è destinata
Il prezzo, però, chiarisce subito di che livello di prodotto si stia parlando. La capsula costa infatti attorno ai 340mila euro, una cifra che la colloca decisamente fuori dalla portata del consumatore comune e la rende un investimento riservato a strutture ricettive di fascia alta.
Del resto, l’idea di una macchina che lava e asciuga in autonomia le persone si sposa bene proprio con il settore del lusso, dove la comodità estrema e l’effetto sorpresa sono spesso parte integrante di ciò che si vende al cliente. Un hotel o una spa che offre un’esperienza simile, in fondo, punta a distinguersi e a offrire qualcosa che difficilmente si trova altrove.
Il fatto che tutto questo arrivi dal Giappone non stupisce più di tanto. Il Paese ha una lunga tradizione nel proporre soluzioni tecnologiche che spingono in avanti l’idea stessa di comfort quotidiano, e la mirai Ningen Sentakuki si inserisce esattamente in questo solco, portando l’automazione anche in un gesto tanto ordinario quanto il lavarsi.


