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Lancia è tornata a mettere le mani su un titolo iridato nei rally, e lo ha fatto in Paraguay, sullo sterrato rosso della regione di Itapúa. Al termine dell’undicesimo appuntamento del FIA World Rally Championship, la squadra italiana ha portato a casa il titolo mondiale Team WRC2, un risultato che riporta il marchio torinese dentro una storia che aveva scritto in larga parte da sola qualche decennio fa. Il Rally del Paraguay 2026 resterà una data segnata in rosso nel calendario dei tifosi di Lancia Corse HF, perché è lì che i conti sono tornati.
Il richiamo agli anni Ottanta è quasi automatico, e non è nostalgia gratuita. La Lancia Delta prima serie, presentata al Salone di Francoforte del 1979, ha aperto una stagione irripetibile fatta di piloti e uomini diventati leggenda, Cesare Fiorio su tutti, capace di mettere in bacheca 7 mondiali costruttori nel segno della Casa torinese. Oggi il contesto è diverso, il campionato pure, ma la sostanza no: due equipaggi ufficiali, una vettura da difendere e una classifica da vincere.
Un rally durissimo, deciso sui dettagli
Il Rally del Paraguay non ha regalato niente a nessuno. Oltre 358 km cronometrati su strade sterrate veloci e tecniche, con un fondo che cambiava faccia praticamente ad ogni curva, hanno messo alla prova gomme, sospensioni e nervi. Le mescole hanno creato più di un grattacapo e il meteo ha fatto la sua parte, complicando ulteriormente la vita agli equipaggi. In quel contesto, la gestione è contata più dell’attacco puro.
Yohan Rossel con Arnaud Dunand e Nikolay Gryazin con Konstantin Aleksandrov hanno portato le Ypsilon Rally2 HF Integrale rispettivamente al sesto e al quinto posto, punti pesanti che hanno consegnato alla squadra il riconoscimento iridato tra i team della categoria. Non un weekend perfetto, tutt’altro, ma sufficiente. E in un campionato lungo, spesso è esattamente così che si vincono i titoli, mettendo insieme risultati anche quando la giornata gira storta.
La macchina, va detto, ha risposto bene su superfici e condizioni molto diverse tra loro, in una stagione che ha alternato momenti brillanti e passaggi complicati. Ogni tappa è servita a limare qualcosa, a capire dove intervenire, con i tecnici torinesi impegnati in un lavoro di sviluppo continuo che alla fine ha prodotto il risultato più concreto possibile.
Le parole del team e cosa arriva adesso
Didier Clément, team principal di Lancia Corse HF, non ha nascosto il rammarico per come è andata la gara: “In un rally estremamente impegnativo, le forature ci hanno impedito di ottenere il risultato che ci eravamo prefissati, nonostante il ritmo fosse chiaramente presente sia per Nikolay sia per Yohan, come hanno dimostrato per tutto il fine settimana. Ciononostante, conquistare questo titolo per Lancia Corse HF è motivo di grande orgoglio. Ora tutti i nostri pensieri sono rivolti al Cile, dove torneremo al via con entrambi gli equipaggi”.
Il messaggio è chiaro: il ritmo c’era, sono mancate le gomme integre nei momenti chiave. Poco importa, visto il risultato finale. Restano ancora 3 round da disputare prima della chiusura della stagione, e la squadra ci arriverà con il titolo già in tasca, condizione che cambia parecchio l’approccio alle ultime uscite.
Gli obiettivi dichiarati per la parte conclusiva del campionato sono due, entrambi molto pratici: raccogliere i migliori piazzamenti possibili nelle classifiche individuali e continuare a far crescere la Lancia Ypsilon Rally2 HF Integrale, che nel corso dell’anno ha già mostrato di potersela giocare ovunque. Il prossimo appuntamento è in Cile, con entrambi gli equipaggi ufficiali al via.










