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La vicenda nasce dalle accuse di posizione dominante e pratiche anticoncorrenziali che da tempo pendono sul colosso di Mountain View. Nel mirino, soprattutto, le commissioni fino al 30% sugli acquisti in-app, considerate un ostacolo alla concorrenza e un vincolo per gli sviluppatori, costretti a usare esclusivamente i sistemi di pagamento di Google.
Nuovo Play Store, cosa cambia per utenti e sviluppatori
Con la nuova decisione, gli sviluppatori potranno finalmente proporre sistemi di pagamento alternativi, con costi di gestione più bassi e maggiore libertà commerciale. Per gli utenti, questo potrebbe tradursi in prezzi più competitivi e in un ecosistema digitale più aperto in cui farsi strada per scaricare app.
Google ha fatto sapere che si adeguerà alle disposizioni, pur esprimendo dubbi su possibili rischi per sicurezza e privacy: secondo l’azienda, l’apertura a piattaforme esterne potrebbe aumentare il rischio di frodi e pagamenti non sicuri. È una posizione simile a quella che, in passato, aveva criticato in Apple quando i ruoli erano invertiti. Sarà interessante vedere in che modo l’azienda reagirà a sua volta a questi attacchi, quali provvedimenti e posizioni prenderà in merito per attutire il colpo.
In ogni caso, si tratta di una svolta importante per il mercato digitale: un messaggio chiaro che anche i giganti del web non sono al di sopra delle regole. Da fine ottobre, il Play Store potrebbe diventare un luogo più competitivo e trasparente — un cambiamento che, di fatto, apre una nuova fase per l’intero settore delle app.











