Vai al contenuto
Offerte

Googlebook, alcune app Android a rischio sui modelli Intel

In questo articolo Indice dei contenuti 2 sezioni

I primi Googlebook sono arrivati nei negozi, ma il debutto porta con sé una precisazione importante. Non tutti i modelli riusciranno a far girare senza intoppi ogni app Android disponibile sul Play Store. È stata la stessa Google a chiarirlo, spiegando che la differenza dipende dal processore montato all’interno del portatile.

Il quadro è piuttosto netto. I Googlebook con chip Intel, cioè quelli firmati Acer, ASUS e Lenovo, potrebbero avere qualche difficoltà con alcune applicazioni. Le macchine basate su Qualcomm, proposte da HP e Dell, non presentano invece problemi di questo genere. Il motivo affonda le radici nella storia stessa dell’ecosistema Android: la gran parte delle app è stata sviluppata per i chip ARM che equipaggiano gli smartphone, e il passaggio a un’architettura diversa non è sempre indolore.

Googlebook: cosa cambia tra Intel e Snapdragon

Nella sua dichiarazione l’azienda ha cercato di ridimensionare la questione. Secondo Google solo un piccolo numero di app o giochi complessi ha bisogno di qualche ottimizzazione da parte degli sviluppatori per funzionare al meglio sulle piattaforme Intel. Il gruppo sta già lavorando con gli sviluppatori, con Intel e con Qualcomm per risolvere il problema. Precisa inoltre che la stragrande maggioranza delle app Android gira in modo fluido, che si scelga un modello Intel o uno con processore Qualcomm.

Resta però aperta una questione non da poco, perché un supporto limitato oggi può voler dire molte cose. Alcune app potrebbero non avviarsi affatto, oppure funzionare con rallentamenti, piccoli difetti e messaggi di errore frequenti. Su questo punto la casa californiana non è entrata nel dettaglio. Per avere un riferimento preciso sull’hardware, i Googlebook di Acer, ASUS e Lenovo montano tutti il processore Intel Core Ultra 5, mentre i modelli di HP e Dell si affidano allo Snapdragon X Elite di Qualcomm.

C’è poi un aspetto di tempistica che fa discutere. Google aveva presentato questi portatili promettendo l’accesso completo al Play Store, e la precisazione è arrivata solo a vendite già avviate. Chi ha acquistato un modello Intel potrebbe quindi scoprire soltanto a casa che una certa applicazione non si comporta come previsto. L’azienda conosce il problema e lo sta affrontando con i partner giusti, ma finora la limitazione non era stata comunicata.

Lancio, prezzi e funzioni dei Googlebook

I preordini dei Googlebook si sono aperti ufficialmente il 21 settembre, dopo la presentazione dei portatili avvenuta in precedenza durante The Android Show. Il lancio vero e proprio è arrivato il 4 ottobre negli Stati Uniti e il 5 ottobre nel Regno Unito e negli altri mercati. Questa prima ondata comprende i modelli dei produttori già citati, con prezzi a partire da circa 770 euro.

Sul fronte delle caratteristiche i nuovi laptop puntano su schermi touch, trackpad in vetro con feedback aptico, tastiere retroilluminate e un collegamento molto stretto con gli smartphone Android. Tra le novità più interessanti spicca Magic Pointer, la funzione che porta Gemini direttamente nel puntatore del mouse. In questo modo l’assistente basato sull’intelligenza artificiale può essere richiamato in qualsiasi momento, senza dover aprire app o finestre dedicate.

Chi non è intenzionato a spendere per un nuovo portatile potrà comunque provare questa funzione. Google ha infatti avviato il rilascio di Magic Pointer anche su Chrome per i computer Windows e Mac, allargando così la platea di utenti che possono sperimentarla.

I Googlebook sono disponibili sul Google Store, da Best Buy e presso altri rivenditori. Nella confezione sono inclusi diversi contenuti extra, tra cui alcune prove gratuite di servizi.

Fonte: TecnoAndroid

Condividi:
164 Condivisioni