Chi aspetta con ansia il ritorno della saga di Warhorse Studio può segnare qualcosa in agenda, perché Kingdom Come Deliverance 3 potrebbe non essere così lontano come molti immaginavano. La notizia, va detto, arriva da un posto piuttosto inaspettato: il ChinaJoy 2026, una delle fiere videoludiche più grandi al mondo. Ed è proprio lì che è spuntato un dettaglio interessante sul periodo di uscita del prossimo capitolo della serie, ancora senza un nome definitivo.
A parlarne è stato Tobias Stolz-Zwilling, direttore delle relazioni pubbliche dello studio, durante un’intervista pubblicata dalla testata Shanghai Daily. Le sue parole lasciano poco spazio ai dubbi sulle tempistiche: il nuovo capitolo in lavorazione è previsto durante il prossimo anno fiscale, cioè nel biennio 2027-2028. Tradotto in soldoni, non manca poi molto.
Considerando i tempi di sviluppo tipici dei videogiochi, soprattutto per produzioni ambiziose come questa, l’idea che il gioco possa arrivare entro un paio d’anni è tutt’altro che scontata. Anzi, per certi versi è una notizia sorprendente. Chiaro, resta una finestra ancora molto vaga, probabilmente frutto di una roadmap interna e non di un annuncio ufficiale in piena regola. Ma il messaggio che passa è quello di un team parecchio fiducioso nelle proprie tempistiche.
Due progetti sul tavolo di Warhorse
C’è un altro aspetto che vale la pena sottolineare. Stando a quanto raccontato da Tobias, lo studio sta portando avanti un doppio lavoro. La fetta più grossa del personale è concentrata sul sequel di Kingdom Come, mentre un secondo gruppo, più piccolo, si sta muovendo nelle primissime fasi di ricerca e sviluppo per un altro gioco. Un titolo che, tanto per non annoiarsi, sarà ambientato nella Terra di Mezzo e nel mondo de Il Signore degli Anelli.
Sul fronte della serie storica, comunque, l’intenzione sembra chiara. Warhorse vuole restare fedele al proprio approccio realistico, quello che ha reso riconoscibili i suoi giochi di ruolo grazie alla ricostruzione minuziosa delle ambientazioni medievali. Niente stravolgimenti per inseguire le mode del momento, insomma. Gli elementi fondamentali che hanno definito l’esperienza restano al loro posto, con quel gusto per l’autenticità che i fan conoscono bene.
Visto il contesto, cioè la grande fiera cinese, Tobias ha speso qualche parola anche sul pubblico cinese. Lo studio ha percepito un entusiasmo notevole da parte dei giocatori locali per le produzioni del team. Peccato che, almeno per ora, ci sia un ostacolo non da poco. A causa dell’enorme quantità di testo e dei costi di produzione elevati, in questa fase non è possibile garantire la presenza del doppiaggio in cinese. Il team, però, sta lavorando per introdurlo in futuro, segno che l’interesse verso quel mercato è tutt’altro che marginale.











