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Da quando John Ternus ha preso il posto di Tim Cook alla guida di Apple, i retroscena sulle sue scelte passate hanno iniziato a circolare con una certa insistenza, e uno in particolare merita attenzione. Il nuovo amministratore delegato, quando ancora l’azienda investiva miliardi nel progetto dell’auto elettrica a guida autonoma, era tra le voci più critiche. Non un tecnico qualunque, ma uno dei dirigenti di rango più elevato a esprimere perplessità su un’iniziativa che Steve Jobs, a suo tempo, considerava quasi inevitabile.
Perché l’idea di fondo era tutta di Jobs. Il cofondatore era convinto che Apple dovesse presidiare i tre luoghi in cui le persone passano la maggior parte della propria vita: la casa, gli spostamenti fuori casa e l’abitacolo dell’auto. Una visione ordinata, quasi geometrica, che ha guidato buona parte delle scelte successive dell’azienda. iPhone ha coperto il secondo fronte in modo schiacciante, diventando il compagno di viaggio universale. Sul fronte domestico Apple continua a lavorare all’hub per la casa intelligente, che potrebbe arrivare già il mese prossimo.
Il progetto auto e il dirigente che non ci credeva
Il terzo tassello, quello dell’automobile, non è mai arrivato. Dopo circa un decennio di sviluppo, l’Apple Car è stata cancellata nel 2024, lasciando sul terreno anni di lavoro e un buco preciso nella strategia immaginata da Jobs. Ternus, secondo quanto emerso, aveva messo in dubbio il progetto quando ancora godeva di sostegno interno. Una posizione non comoda, considerando quanto peso simbolico avesse quell’iniziativa dentro Cupertino.
Non è l’unico caso. Il nuovo CEO di Apple aveva manifestato scetticismo anche su Vision Pro, il visore che si è rivelato un insuccesso commerciale piuttosto netto. Due previsioni azzeccate su due progetti enormi, entrambi nati con aspettative altissime e finiti in modi molto diversi da quanto si raccontava alla vigilia. Con un curriculum di questo tipo, la scelta di affidargli l’azienda dopo l’uscita di Tim Cook appare meno sorprendente di quanto sembrasse all’annuncio.
Cosa può significare per iPhone
Il punto interessante riguarda proprio lo smartphone. Se John Ternus ha saputo riconoscere in anticipo i limiti di due prodotti su cui Apple aveva puntato risorse imponenti, la stessa lucidità potrebbe tradursi in decisioni più solide sul fronte che conta davvero per i conti dell’azienda. Perché iPhone resta il cuore di tutto, il prodotto che finanzia ogni scommessa laterale, e una guida capace di distinguere l’intuizione brillante dal vicolo cieco vale parecchio in un mercato dove gli errori costano immediatamente quote.
Detto questo, non tutti sono convinti che auto e visore fossero condannati per natura. C’è una lettura alternativa, sostenuta da chi segue con interesse il mondo della realtà estesa: entrambi i prodotti avrebbero potuto funzionare, semplicemente erano stati impostati male. Nel caso di Vision Pro, per esempio, una riduzione drastica del prezzo unita all’eliminazione di funzioni non essenziali come EyeSight avrebbe potuto cambiare il destino commerciale del visore, accompagnata da una spinta di marketing molto più aggressiva di quella vista finora.
Lo stesso ragionamento si applica all’automobile. Vedere Apple proseguire su quella strada avrebbe avuto un suo fascino, e stabilire se l’Apple Car fosse un’idea sbagliata in sé oppure un’idea giusta affrontata nel modo sbagliato resta un esercizio senza risposta certa. La differenza, in fondo, è tutta lì: capire se Ternus abbia visto il fallimento perché era inscritto nel prodotto o perché l’azienda aveva imboccato l’approccio errato.
Quel che è documentato è il percorso. Un dirigente che ha frenato su due dei progetti più ambiziosi degli ultimi anni, entrambi poi finiti male, e che oggi siede al vertice di Apple con la responsabilità di decidere dove andrà iPhone nei prossimi cicli di prodotto. I primi tagli al personale sotto la sua gestione sono già arrivati.
Fonte: TecnoAndroid








