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Il primo iPhone pieghevole della storia si chiamerà iPhone Ultra e porta la firma di Tim Cook, anche se sul palco, domani, non ci sarà lui a mostrarlo al mondo. Un dettaglio che pesa, visto che il progetto è nato e cresciuto grazie alla sua insistenza. Accanto al pieghevole sono attesi anche iPhone 18 Pro e il nuovo Apple Watch, ma il vero protagonista della giornata è chiaramente il dispositivo che si chiude a metà.
Cook è sempre stato ricordato più per la logistica e la catena di fornitura che per l’intuizione sul prodotto, nonostante sotto la sua gestione siano nate categorie intere come Apple Watch, AirPods, i chip della serie M e Vision Pro. Eppure il foldable è stata una sua battaglia personale. Cupertino studiava schermi flessibili molto prima che Samsung annunciasse il primo Galaxy Fold nel 2019, ma il passaggio dalla ricerca allo sviluppo vero e proprio arriva dopo un viaggio in Asia del 2020, dove i telefoni pieghevoli erano ormai ovunque. Da lì in poi il tema smette di essere un esercizio da laboratorio.
Per Cook sarà un momento dolceamaro, seduto tra il pubblico, mentre il nuovo amministratore delegato John Ternus presenta un prodotto che senza di lui probabilmente non esisterebbe.
Prima il telefono, poi l’iPad: la scelta che ha cambiato tutto
Curioso il fatto che i team di ingegneria e design stessero lavorando a un iPad mini capace di aprirsi diventando un tablet a grandezza naturale. Cook li ha spinti in un’altra direzione, verso il telefono. Nonostante il suo ruolo fosse legato più ai numeri e alle forniture, lasciando l’hardware agli specialisti, su iPhone Ultra ha voluto metterci le mani.
Il dispositivo, con nome in codice V68, doveva partire da circa 1.850 euro. L’aumento dei prezzi delle memorie potrebbe però spingere il modello base intorno ai 2.050 euro, con le configurazioni più ricche vicine ai 2.800 euro. L’idea di partenza era un oggetto grande come un passaporto che, aperto, ricorda le proporzioni di un Magic Trackpad. Lo schermo interno da 7,8 pollici è pensato per contenuti video e multitasking, quello esterno da 5,5 pollici resta comodo da tenere in mano e da infilare in tasca.
Il formato tozzo ha imposto qualche rinuncia, come l’assenza del teleobiettivo e una batteria più piccola del previsto.
Cerniera, piega e un mercato che cresce a fatica
Costruire un pieghevole non è una passeggiata, ed è qui che entra in gioco Ternus, ex responsabile hardware, ingegnere per formazione e per indole. Debutto impegnativo, il suo, come primo evento in veste di numero uno. Il progetto era partito sotto Dan Riccio, poi Cook e Ternus hanno usato il proprio peso interno per portarlo in fondo, cosa non banale considerando gli standard che Apple si autoimpone.
La soluzione finale prevede una cerniera in titanio e alluminio e un vetro di copertura sviluppato insieme a Corning per ridurre al minimo la piega centrale, il punto debole classico di questa categoria. L’altro vantaggio è l’ecosistema: diverse app di Apple sono state riviste per il nuovo formato, così come iOS, adattato per gestire due schermi tanto diversi tra loro.
Il design corto e larghi era stato scelto già nel 2023, ma nel frattempo Samsung e Xiaomi sono arrivate prima. Galaxy Z Fold 8, uscito il mese scorso, vende così bene che Samsung ha dovuto dirottare componenti destinati alla linea del prossimo anno. Xiaomi 18 Fold, presentato ieri, ha già registrato un balzo del 310% nella domanda iniziale.
C’è però un nodo pratico. Per la complessità produttiva Apple procede con cautela, sfornando poche centinaia di unità al giorno, e con ogni probabilità iPhone Ultra sarà inizialmente disponibile soltanto in Nord America. Sarà il ridisegno più radicale nella storia di iPhone, il che non significa automaticamente uno scossone al mercato: quest’anno i pieghevoli venduti dovrebbero essere 22,9 milioni, il 2,29% delle spedizioni totali. La quota di Apple è stimata tra i 7 e i 10 milioni di unità nel corso dell’anno.








