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Boox Picco, l’e-reader tascabile che dice addio ad Android

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Chi ha girato tra i padiglioni della Messe Berlin durante IFA 2026 ha potuto mettere le mani su Boox Picco, un lettore di ebook così piccolo da stare comodamente in tasca, che però arriva con una scelta destinata a dividere: niente Android e, di conseguenza, niente app di terze parti. Un cambio di rotta netto rispetto a quello che l’azienda ha costruito negli ultimi anni, e va detto subito perché è il punto che pesa di più su tutta la faccenda.

Il percorso di Boox era stato piuttosto lineare fino a oggi. Dispositivi basati su Android, aperti all’installazione di applicazioni esterne, capaci di far convivere sullo stesso schermo a inchiostro elettronico Kindle, Google Play Books e praticamente qualsiasi altro servizio di lettura digitale. Una filosofia che ha conquistato chi aveva già una libreria costruita negli anni su piattaforme diverse e non voleva ricominciare da zero. Con Picco quella porta si chiude.

Boox Picco: meno di 4 pollici, tutto qui

L’idea centrale del progetto è la portabilità estrema. Lo schermo si ferma poco sotto i 4 pollici, una misura che colloca il dispositivo nel territorio dei piccoli taccuini da campo più che in quello dei lettori tradizionali. Chiaramente l’area di lettura è ridotta, e questo va accettato in partenza. In cambio si ottiene un oggetto sottile, leggero, che entra in una tasca senza farsi notare e che accompagna senza pesare durante una giornata intera fuori casa.

Nonostante le dimensioni ridotte, l’azienda non ha tagliato sulle funzioni che hanno reso apprezzati i suoi prodotti. C’è la luce frontale regolabile, quella che permette di leggere a qualsiasi ora senza affaticare la vista, e ci sono pulsanti fisici personalizzati insieme a un bilanciere per il cambio pagina, pensati per rendere l’uso a una mano il più immediato possibile. L’unità provata in fiera era una versione preliminare, ma la sensazione al tatto è stata convincente.

Il rovescio della medaglia riguarda i contenuti. Senza Android restano a disposizione lo store proprietario di Boox e i file in formato epub. Il produttore ha previsto un’app companion che serve a trasferire i documenti sul lettore, e anche in versione non definitiva il sistema sembrava funzionare bene. Resta il fatto che chi ha acquistato libri su altre piattaforme dovrà procurarsi versioni epub dei propri titoli preferiti, riviste e pubblicazioni comprese. Non è un dettaglio marginale per chi ha investito anni in un ecosistema.

Prezzo intorno ai 90 euro e uscita a novembre

Qualche aspettativa andrà ridimensionata anche sul fronte degli accessori. Non è prevista compatibilità MagSafe né supporto Qi2.2, quindi l’idea di attaccare il piccolo lettore al retro dello smartphone come un accessorio magnetico non si realizzerà, almeno non con questo modello.

L’assenza di Android, però, ha probabilmente un risvolto positivo sul cartellino. Boox ha indicato una cifra intorno ai 90 euro, precisando che nulla è ancora definitivo. A quella soglia il discorso cambia parecchio: un dispositivo del genere diventa un acquisto secondario, un compagno da borsa da tenere sempre pronto per i momenti morti della giornata, senza la pretesa di sostituire un lettore più grande.

L’attenzione che il prodotto ha raccolto prima ancora del debutto commerciale è insolita per un e reader, e in parte è giustificata. Il formato tascabile risolve un problema reale, quello del volume ingombrante da infilare in valigia o nello zaino, e lo fa con un design curato nei dettagli fisici. Se l’esperienza d’uso finale sarà davvero fluida come è sembrata durante la prova, e se il prezzo verrà confermato, Boox Picco potrebbe meritarsi buona parte degli elogi arrivati in anticipo.

Il lancio è fissato per novembre, senza una data precisa comunicata al momento.

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