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iPhone 18 Pro debutta in mostra con l’apertura variabile

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Apple ha deciso di raccontare iPhone 18 Pro con una mostra fotografica, e non con il solito spot patinato. Si chiama “What Hold Us” ed è curata da Kathy Ryan, per anni direttrice della fotografia del New York Times Magazine, una firma che nel settore pesa. Dentro ci sono soltanto immagini realizzate con i nuovi melafonini, nessuna scorciatoia, nessun set fotografico tradizionale a fare da rete di sicurezza.

Gli autori coinvolti sono tre, ognuno con un modo diverso di guardare le cose: Alex Prager, Jack Davison e Jimmy Chin. Il risultato è una rassegna che alterna sguardi lontani e ravvicinati, ritratti intimi, scene affollate e paesaggi naturali. Tre linguaggi che si incrociano, tenuti insieme dallo stesso strumento.

Tre sguardi diversi, un unico strumento

La scelta di affidarsi a tre fotografi con percorsi così distanti non è casuale. Prager lavora su composizioni costruite e popolate, Davison ha un approccio più concentrato sul volto e sul dettaglio, Chin arriva dal racconto della montagna e degli ambienti estremi. Metterli nella stessa mostra fotografica significa mostrare quanto uno stesso comparto fotografico possa piegarsi a esigenze completamente differenti, dallo scatto in studio a quello in condizioni difficili.

La curatela di Kathy Ryan aggiunge un elemento che va oltre il marketing. Chi ha passato anni a selezionare immagini per una testata come il New York Times Magazine porta con sé un criterio editoriale, non promozionale. È un dettaglio che cambia il tono dell’operazione: qui non si parla di megapixel, si parla di fotografie.

L’apertura variabile, la vera novità di iPhone 18 Pro

Il protagonista tecnico resta comunque il comparto fotografico di iPhone 18 Pro, identico a quello di iPhone 18 Pro Max. La novità più rilevante del modello appena presentato da Apple è l’arrivo, per la prima volta su un melafonino, di una fotocamera principale con apertura variabile.

Tradotto in pratica: il diaframma non è più fisso, quindi si può regolare quanta luce arriva al sensore. Un controllo che fino a ieri era riservato alle reflex e alle mirrorless, e che su uno smartphone apre scenari diversi sulla resa finale dello scatto. Più libertà sulla profondità di campo, gestione più precisa della luce e prestazioni migliori quando l’illuminazione è complicata, dalle scene notturne ai controluce più ostici.

È anche il motivo per cui una mostra come “What Hold Us” ha senso come vetrina. Far vedere cosa esce da quel sensore in mano a chi la fotografia la mastica ogni giorno racconta molto più di una scheda tecnica. Gli scatti esposti coprono situazioni agli antipodi, e proprio quella varietà è il modo con cui Apple prova a dimostrare la flessibilità del nuovo sistema.

Prezzi e disponibilità

Sul fronte commerciale, iPhone 18 Pro Max si trova online da ByTecno a 1.639 euro, mentre iPhone 18 Pro è proposto a 1.489 euro. In un’altra rilevazione di disponibilità la versione Max compare a 2.389 euro, con il modello standard confermato a 1.489 euro.

Cifre che collocano la gamma Pro nella fascia alta del mercato, come da tradizione per la serie. L’aggiornamento sulle disponibilità risale al 16 settembre 2026, alle 11:27, e riguarda entrambe le varianti presentate da Cupertino.

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