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Apple TV 2026: chip A19 e 12 GB di RAM per la nuova Siri

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Il set-top box di casa Cupertino è rimasto fermo per quattro anni, e ora Apple TV sembra pronta a tornare sul mercato con un aggiornamento che punta tutto sull’intelligenza artificiale. Le indiscrezioni parlano di un debutto nel corso dell’autunno 2026, con un modello che avrebbe come vero motore la nuova generazione di Siri basata sull’AI. Il resto, chip compreso, segue a ruota. La tempistica ha una sua logica. Dopo la presentazione della nuova gamma di smartphone, che ha portato all’esordio anche il pieghevole iPhone Duo, l’attenzione si sposta verso i dispositivi pensati per la casa. E qui il discorso si fa interessante, perché il ritardo accumulato dal set-top box non sarebbe casuale né dovuto a problemi produttivi.

Il rinvio legato alla nuova Siri

Secondo quanto trapelato, il nuovo modello sarebbe stato rimandato proprio in attesa che i miglioramenti di Siri AI arrivassero a un livello ritenuto accettabile. Detto altrimenti, lanciare un nuovo hardware per il salotto senza un assistente vocale all’altezza avrebbe avuto poco senso. Meglio aspettare, anche a costo di lasciare Apple TV 4K sugli scaffali con lo stesso identico prodotto per quattro anni.

Il debutto, stando alle voci, dovrebbe collocarsi entro l’autunno, con novembre come limite più probabile. Una finestra che permetterebbe di arrivare sul mercato in tempo per il periodo natalizio, anche se su questo punto le indiscrezioni non si sbilanciano più di tanto. Il salto, comunque, non riguarderebbe soltanto il software. Anzi, il lato hardware è forse l’aspetto che più ha sorpreso chi segue la vicenda da vicino, perché i numeri circolati sono decisamente fuori scala rispetto a quello che ci si aspetterebbe da una scatoletta per lo streaming.

Chip A19 e fino a 12 GB di RAM

L’attuale generazione monta ancora il chip A15, roba del 2022, più che sufficiente per riprodurre contenuti in 4K ma ormai datata rispetto agli standard interni dell’azienda. Il nuovo modello, invece, dovrebbe fare un balzo importante adottando un A19 o addirittura un A19 Pro, lo stesso tipo di silicio che alimenta gli smartphone di fascia alta.

Ma il dato che colpisce di più riguarda la memoria. Le indiscrezioni parlano di una quantità di RAM che potrebbe arrivare fino a 12 GB, una cifra che in un dispositivo pensato principalmente per guardare film e serie tv sembra quasi eccessiva. È la domanda che si pongono in molti, e la risposta più plausibile ha a che fare proprio con l’elaborazione locale dei modelli di intelligenza artificiale.

Far girare un assistente vocale evoluto direttamente sul dispositivo, senza appoggiarsi continuamente al cloud, richiede memoria e potenza di calcolo. Parecchia. Da questo punto di vista una configurazione del genere smetterebbe di sembrare sovradimensionata e diventerebbe piuttosto il requisito minimo per far funzionare bene quello che l’azienda ha in mente.

Un prodotto pensato per la casa connessa

Il quadro che emerge è quello di un dispositivo che smette di essere soltanto un lettore di contenuti e prova a posizionarsi come snodo centrale dell’ecosistema domestico. La nuova generazione di Siri, se manterrà le promesse, sarebbe l’elemento che tiene insieme il tutto, con il set-top box nel ruolo di hub sempre acceso e sempre pronto a rispondere.

Resta il fatto che si parla ancora di indiscrezioni, per quanto insistenti e provenienti da più direzioni. I dettagli su prezzo, design esterno e disponibilità nei vari mercati non sono ancora emersi, e su questi fronti il silenzio è totale. Quello che sembra ormai assodato è la direzione: più potenza, più memoria, e un assistente vocale che dovrebbe finalmente giustificare l’attesa di quattro anni.

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