In questo articolo Indice dei contenuti 1 sezione

Ecco cosa pensa Tim Berners-Lee dell’evoluzione del World Wide Web
L’informatico ricorda che il web nacque come strumento di collaborazione. Oltre che per diffondere la conoscenza. Ciò senza secondi fini economici. Al contrario, oggi gli utenti non sono più i clienti, ma diventano il prodotto, osservati e profilati da algoritmi che, oltre a condizionare i comportamenti, possono avere effetti negativi sulla salute mentale dei più giovani.
Il problema, evidenzia, non riguarda solo la questione della privacy, ma coinvolge anche il ruolo sempre più pervasivo dell’intelligenza artificiale. Berners-Lee avverte che siamo giunti a un nuovo bivio: la tecnologia può rappresentare una leva per il miglioramento della società oppure uno strumento di controllo e diseguaglianza. In tale scenario, l’assenza di un modello di governance globale rischia di spingere il web in un vicolo cieco.
Per l’inventore del web, la soluzione passa attraverso la creazione di un ente no-profit internazionale, paragonabile al Cern, che promuova la ricerca indipendente e il coordinamento sovranazionale sull’AI. Solo un approccio condiviso, basato sulla cooperazione tra governi, istituzioni e comunità scientifica, può garantire che la rete resti uno spazio comune e libero. L’appello del creatore invita a riflettere su quale direzione intraprendere, ricordando che non è troppo tardi per recuperare lo spirito originario della rete.










