Vai al contenuto
Offerte

Huawei Mate XT 2 in Italia, altro che iPhone Duo: oltre 5.000 euro per importarlo

In questo articolo Indice dei contenuti 2 sezioni

Chi guarda con sospetto i listini dei pieghevoli di fascia altissima farà bene a sedersi prima di leggere le cifre che servono per portarsi a casa Huawei Mate XT 2 in Italia: si parla di oltre 5.000 euro, una somma che fa sembrare quasi ragionevole il prezzo di iPhone Duo. Il tri fold cinese, presentato la scorsa settimana in Cina, per ora resta confinato al mercato locale, ma i circuiti di importazione hanno già cominciato a muoversi e i numeri che ne escono sono piuttosto eloquenti.

Il paragone con la proposta di Cupertino nasce spontaneo. Molti hanno storto il naso davanti ai 2.369 euro chiesti per il modello base di iPhone Duo e ai 3.869 euro della versione più capiente, considerandoli fuori scala per uno smartphone. Eppure c’è chi è disposto ad andare ben oltre, pur di mettere le mani su un dispositivo che in Europa, ufficialmente, non esiste.

Quanto costa davvero importare Huawei Mate XT 2

In patria il listino parte da 19.999 yuan, circa 2.580 euro al cambio, per la configurazione 16/256 GB. Salendo fino alla variante da 2 TB con pennino incluso si arriva a quasi 30.000 yuan, ovvero intorno ai 3.900 euro. Cifre importanti, certo, ma ancora lontane da quelle che si trovano fuori dai confini cinesi.

Store specializzati come Trinity Electronics e AverageDad hanno già inserito il dispositivo a catalogo per gli altri territori. Qui il conto si gonfia per una serie di ragioni piuttosto prevedibili: il rincaro applicato per l’intermediazione, le spedizioni e le tasse legate all’esportazione. Il risultato finale supera i 5.000 euro per l’edizione con 16 GB di RAM, 1 TB di spazio di archiviazione e Privacy Screen, per la precisione si arriva a 5.063 euro. La versione da 2 TB, invece, non è nemmeno disponibile.

Vale la pena fermarsi un attimo su quella differenza. Tra il prezzo cinese e quello richiesto dagli importatori ballano quasi 2.500 euro, praticamente il costo di un secondo smartphone di fascia alta. Un sovrapprezzo che non compra nulla di aggiuntivo, solo la possibilità di ricevere il pacco.

Le limitazioni da mettere in conto sul pieghevole Huawei

Il portafoglio non è l’unico ostacolo. Importare un dispositivo come Mate XT 2 comporta una serie di rinunce, alcune hardware e altre software, che conviene conoscere prima di premere il pulsante di acquisto.

Manca per esempio il supporto alla tecnologia eSIM, ormai uno standard su buona parte dei top di gamma venduti in Europa. Assente anche la compatibilità con Android Auto e Wear OS, il che significa niente integrazione con l’infotainment dell’auto e nessun dialogo con gli smartwatch basati sulla piattaforma di Google. E, come accade su tutti i prodotti recenti del marchio, non sono presenti i servizi Google, con tutto quello che ne consegue in termini di applicazioni e account.

A questo si aggiungono grattacapi più prosaici ma non meno fastidiosi. Potrebbero emergere difficoltà nell’impostare correttamente la propria lingua, visto che il terminale nasce per un pubblico cinese. E soprattutto c’è il capitolo garanzia: far valere i propri diritti su un prodotto acquistato tramite canali paralleli è complicato, così come ottenere assistenza dal supporto ufficiale del produttore. Se qualcosa si rompe, insomma, la strada diventa in salita.

Il quadro che ne esce è quello di un oggetto affascinante sul piano tecnico, il formato a tre pieghe resta qualcosa che pochissimi costruttori hanno saputo portare sul mercato, ma di fatto inaccessibile per il pubblico europeo in condizioni normali. Chi decide di procedere comunque lo fa sapendo di pagare un sovrapprezzo notevole per un dispositivo che arriverà con funzioni ridotte rispetto alla sua versione originale.

Condividi:
115 Condivisioni