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Secondo Steven Adams, l’arrivo di GTA 6 rischia di far crollare il rendimento degli atleti professionisti nel mese di novembre, e non soltanto nel campionato in cui gioca lui. Il centro degli Houston Rockets, parlando con i media, ha messo le mani avanti con un avvertimento che suona come una battuta ma che, a sentirlo, ha tutta l’aria di una previsione presa piuttosto sul serio. Il ragionamento è semplice: quando esce un gioco di quella portata, chi ci si tuffa dentro fatica a staccare, atleti compresi.
Un calo di rendimento a livello di intera lega
Adams ha parlato di un peggioramento delle prestazioni che riguarderebbe l’NBA nel suo complesso, con effetti simili attesi anche nella NFL e, a suo dire, negli altri campionati sportivi. La finestra critica sarebbe circoscritta a un mese soltanto, quello del lancio, con un ritorno alla normalità previsto per dicembre, una volta che i giocatori avranno smaltito la sbornia iniziale e magari portato a termine la storia.
Le sue parole sono state piuttosto dirette. “Dovreste prepararvi per novembre. Le prestazioni della lega… dell’intera lega [caleranno]. Sta per uscire GTA. Guardate la NFL, guardate tutte le altre leghe e vedrete i rendimenti crollare a picco, amico mio. Solo per il mese di novembre le prestazioni caleranno, poi dovrebbero risalire.” Il bello è che il cestista non si è limitato ai suoi colleghi in campo. Nel mirino ci finisce anche chi sta a bordo campo e negli uffici, cioè tutta quella parte di staff che raramente viene chiamata in causa quando si parla di distrazioni. “La maggior parte dei ragazzi ci darà dentro, speriamo che finiscano il gioco. E anche lo staff tecnico, tra l’altro. Il lavoro di allenatori e scout sarà orrendo. Solo per novembre, ma spero che a dicembre la situazione si risollevi. Dovrebbe andare tutto bene.”
Non è la prima avvisaglia dell’effetto Grand Theft Auto
Il quadro descritto da Adams non arriva nel vuoto. Negli Stati Uniti si è già registrato un aumento delle richieste di ferie in concomitanza con il lancio di Grand Theft Auto 6, segnale abbastanza eloquente di come il titolo venga percepito ben oltre la cerchia degli appassionati più assidui. Prendersi qualche giorno libero per giocare non è più un’eccentricità isolata, è diventato un fenomeno misurabile.
Anche l’industria videoludica si sta muovendo con una certa prudenza. Il director di Rainbow Six Siege ha messo in conto che una fetta della propria community sparirà temporaneamente per dedicarsi al nuovo titolo di Rockstar, e ha promesso che chi resterà verrà trattato come “re e regine”. Una dichiarazione che dice molto su quanto il lancio venga considerato uno spartiacque anche dalla concorrenza, che invece di fingere indifferenza preferisce organizzarsi.
Resta la curiosità di capire se un effetto simile si vedrà anche fuori dai confini americani. Il campionato italiano, per esempio, non è esattamente immune al fascino dei videogiochi, e diversi atleti hanno raccontato apertamente di passare ore davanti allo schermo nei giorni liberi. Adams, dal canto suo, non ha fatto distinzioni geografiche, parlando genericamente di tutte le leghe sportive. Il tono usato dal giocatore dei Rockets è quello dell’ironia, certo, ma il punto sollevato tocca un tema concreto. Un’uscita come quella di GTA 6 muove abitudini, orari, priorità. E se a saltare il turno di sonno sono persone il cui lavoro dipende da riflessi e lucidità, qualche conseguenza sul campo potrebbe davvero vedersi.
Fonte: TecnoAndroid








