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Arrivano notizie pesanti dal team che sta lavorando a State of Decay 3: Undead Labs ha confermato una tornata di licenziamenti definiti “significativi”, conseguenza diretta della separazione dello studio da Xbox. L’annuncio è passato da LinkedIn, con un comunicato che non gira intorno al problema e che, allo stesso tempo, prova a rassicurare chi aspetta il gioco da anni.
Il punto è proprio questo. Da una parte un gruppo di sviluppatori che lascia lo studio, dall’altra la promessa che il progetto non subirà rinvii. Due cose che raramente convivono senza qualche scricchiolio, eppure Undead Labs insiste su questa linea.
Cosa ha detto Undead Labs sui licenziamenti
Il tono del comunicato è quello di chi sta comunicando una brutta notizia cercando di non sminuirla. “Sfortunatamente, oggi diciamo addio anche a un numero significativo di nostri colleghi”, si legge nella nota dello studio. E ancora: “È difficile arrivare a questo momento sapendo che non tutti coloro che ci hanno aiutato ad arrivare fin qui potranno proseguire il resto del viaggio insieme a noi.” C’è poi un passaggio dedicato a chi se ne va, che vale la pena riportare per intero perché racconta bene il clima interno. “Sono sviluppatori di eccezionale talento che hanno dedicato anni al franchise di State of Decay: risolvendo problemi complessi, sostenendosi a vicenda e contribuendo a plasmare sia questo gioco sia questo studio. Il loro lavoro rimarrà parte di Undead Labs e parte di State of Decay 3, indipendentemente da dove li porterà il prosieguo della loro carriera.”
Nessun numero preciso, nessuna cifra ufficiale sui posti tagliati. Solo quell’aggettivo, “significativo”, ripetuto due volte. Il contesto è quello dell’indipendenza da Xbox, il passaggio che ha fatto uscire il team dall’orbita della casa di Redmond e che, evidentemente, ha comportato una ristrutturazione dei costi non indolore.
Il gioco non slitta, parola dello Studio Head
La domanda che si sono fatti in molti, appena uscita la notizia, riguarda ovviamente le tempistiche. Philip Holt, Studio Head di Undead Labs, ha messo le mani avanti con una dichiarazione netta: “State of Decay 3 rimane in fase di sviluppo attivo e questi cambiamenti non influiranno sul lancio del gioco”. Holt ha poi aggiunto un passaggio sul lavoro quotidiano del team, che secondo lui procede senza scossoni. “Il team sta proseguendo i lavori come da programma e confermiamo il nostro impegno nel consegnare l’esperienza che la nostra community sta aspettando. Siamo grati a chiunque abbia contribuito al gioco.” Dichiarazioni prevedibili, certo, ma anche l’unica cosa sensata da dire quando il progetto è già in fase avanzata e le aspettative sono alte. Il gioco è stato provato alla Gamescom, quindi esiste, gira, ed è molto più di una promessa su carta. Non stiamo parlando di un titolo annunciato e poi sparito nel nulla.
Game Pass e closed beta, cosa succede adesso
Sul fronte distribuzione le informazioni restano quelle già note. State of Decay 3 arriverà su Game Pass, mentre la closed beta è prevista entro l’anno. Nessuna variazione comunicata su questi due punti, il che significa che il calendario, almeno per ora, tiene.
La combinazione tra separazione dal publisher storico e taglio del personale è di quelle che di solito preoccupano parecchio, soprattutto per un franchise che ha costruito negli anni una community piuttosto affezionata. Il survival a base di zombie di Undead Labs non è mai stato un fenomeno di massa nel senso più commerciale del termine, ma ha sempre avuto un suo zoccolo duro di giocatori disposti ad aspettare. Chi segue il progetto da tempo sa anche quanto sia stato lungo il percorso verso questo terzo capitolo, annunciato ormai da diversi anni e passato attraverso più di un silenzio. L’appuntamento più vicino resta quello della fase di test chiusa, l’unico momento concreto in cui sarà possibile capire a che punto sia davvero il lavoro dello studio dopo questa riorganizzazione.
Fonte: TecnoAndroid








