In questo articolo Indice dei contenuti 2 sezioni
I Googlebook non sono più un rumor da corridoio: Google ha aperto oggi i preordini per la sua nuova categoria di portatili, che arriveranno sugli scaffali il 4 ottobre in Nord America, Regno Unito, Irlanda, Francia, Germania e Australia, con prezzi di partenza intorno agli 830 euro. Un debutto che segna l’ingresso ufficiale di Mountain View in un territorio dove finora si era mossa con i Chromebook, ma con un approccio molto diverso in termini di ambizioni, materiali e software.
La lista dei partner dice già parecchio sulla portata dell’operazione. Alla costruzione dei Googlebook hanno lavorato Acer, ASUS, Dell, HP e Lenovo, praticamente tutti i nomi che contano nel mondo dei notebook. Non un progetto pilota, quindi, ma una famiglia di dispositivi pensata per coprire più fasce e più esigenze, con il marchio Google che fa da collante.
Un sistema operativo nuovo, ma con radici familiari

Credits: TecnoAndroid
Il cuore software è Googlebook OS, sistema basato su Android e costruito sulle fondamenta di ChromeOS. Una scelta che suona quasi come una riconciliazione tra i due mondi che per anni hanno vissuto in parallelo dentro la stessa azienda: da un lato la piattaforma mobile più diffusa al pianeta, dall’altro l’ecosistema leggero e veloce dei Chromebook. Il risultato punta a prendere il meglio dei due, con l’ecosistema delle app Android che entra in casa su schermi più grandi.
Sopra a tutto questo lavora Gemini Intelligence, che rappresenta il vero argomento di vendita di questi portatili. L’idea di fondo è quella della continuità: iniziare un’attività sullo smartphone e portarla a termine sul laptop senza passaggi intermedi, oppure fare il percorso inverso. L’integrazione nativa con i telefoni di Google diventa così il filo conduttore, con i dispositivi che si parlano invece di limitarsi a coesistere nella stessa borsa.

Credits: TecnoAndroid
È un concetto che gli utenti di altri ecosistemi conoscono bene, ma che nel mondo Android è sempre stato più frammentato. Con i Googlebook l’azienda prova a mettere ordine, offrendo un hardware pensato fin dall’inizio per dialogare con i suoi smartphone e per sfruttare le funzioni di intelligenza artificiale in modo trasversale tra i due formati.
Materiali e specifiche: niente compromessi al ribasso

Credits: TecnoAndroid
Sul piano costruttivo, Google e i suoi partner hanno alzato l’asticella rispetto a quanto visto in passato sulle piattaforme legate a ChromeOS. Le scocche impiegano materiali di pregio come alluminio, lega di magnesio e fibra di carbonio, una scelta che allontana questi portatili dalla percezione di prodotto entry level e li posiziona in un segmento più premium.

Credits: TecnoAndroid
La dotazione tecnica segue la stessa logica. Ci sono display OLED con risoluzione fino a 2,8K, trackpad in vetro con feedback aptico e tastiere retroilluminate, tre elementi che di solito fanno la differenza nell’uso quotidiano più di qualsiasi scheda tecnica. Il comparto audio arriva fino a sei altoparlanti con supporto Dolby Atmos per il surround, mentre i microfoni integrano la cancellazione del rumore ambientale, dettaglio non banale per chi passa buona parte della giornata in videochiamata.

Credits: TecnoAndroid
Il prezzo di ingresso, come detto, parte da circa 830 euro, cifra che colloca i Googlebook in diretta competizione con la fascia media alta del mercato notebook. Una posizione coerente con i materiali scelti e con la qualità dei componenti annunciata, ma che segna anche una netta distanza dalla filosofia low cost che ha accompagnato per anni i portatili con software Google a bordo.

Credits: TecnoAndroid
I preordini sono già attivi, in attesa della disponibilità sugli scaffali fissata per il 4 ottobre nei sei mercati selezionati per il lancio: Nord America, Regno Unito, Irlanda, Francia, Germania e Australia.
Fonte: TecnoAndroid








