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Xiaomi: nuove smart TV S Pro RGB-Mini LED 2027 fino a 5.500 nit

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Dal palco cinese dedicato ai nuovi tablet e smartphone di fascia alta, Xiaomi ha tirato fuori anche due televisori pensati per stare in cima al listino: i TV S Pro RGB-Mini LED 2027, proposti nella variante cosiddetta standard e in una Supreme Edition che alza ulteriormente l’asticella. Il cuore della novità sta nel pannello, che abbandona la retroilluminazione tradizionale per affidarsi a sorgenti luminose rosse, verdi e blu gestite in modo indipendente, con numeri sulla luminosità che fanno impressione già sulla carta.

Le differenze tra i due modelli, va detto, non sono abissali. La Supreme Edition gioca la carta della raffinatezza, soprattutto sul fronte del picco luminoso: si arriva a 5.500 nit, mentre la versione S Pro normale si ferma a 5.000 nit. Numeri che, tradotti in pratica, significano margine abbondante per i contenuti HDR e per le scene con forti contrasti, dove i piccoli punti luce devono staccarsi dal nero senza sbavature.

Colore, contrasto e il chip che tiene tutto insieme

Xiaomi: nuove smart TV S Pro RGB-Mini LED 2027 fino a 5.500 nit

Credits: TecnoAndroid

La tecnologia RGB-Mini LED permette secondo l’azienda di coprire il 100% dello spazio colore BT.2020, uno dei parametri più ambiziosi quando si parla di fedeltà cromatica. Non solo: nelle scene dominate da un singolo colore predominante i consumi energetici possono scendere fino al 30%, perché non serve accendere tutte le sorgenti per ottenere una certa tinta. Un vantaggio pratico che, sul lungo periodo, si sente in bolletta.

Xiaomi: nuove smart TV S Pro RGB-Mini LED 2027 fino a 5.500 nit

Credits: TecnoAndroid

A coordinare il lavoro dietro le quinte c’è il chip proprietario XM9000, che si occupa di colore, contrasto e dialogo tra retroilluminazione e pannello LCD. È il tipo di componente che fa la differenza nei passaggi delicati, quando la luce deve seguire l’immagine senza aloni evidenti attorno agli oggetti chiari su fondo scuro. Completa il quadro un rivestimento antiriflesso con riflettanza dell’1,8%, che scende allo 0,5% sulla Supreme Edition: in una stanza molto illuminata, con finestre alle spalle del divano, è una specifica che conta più di quanto si pensi.

Audio firmato Harman e un radar che segue lo spettatore

Anche sul comparto sonoro le due varianti si distinguono. Il modello base integra un sistema da 130 W con schema 2.1.2 canali, la Supreme Edition sale a 170 W in configurazione 4.1.2. La differenza sta nei canali surround dedicati, che si affiancano agli speaker orientati verso l’alto e al subwoofer integrato. La calibrazione porta la firma di Harman, con supporto nativo a Dolby Atmos, quindi la promessa è quella di un campo sonoro tridimensionale senza dover aggiungere subito una soundbar.

Sulla parte software e hardware, invece, i due televisori viaggiano appaiati. Piattaforma basata su un chip quad-core Cortex-A73, 4 GB di RAM, 64 GB di archiviazione e HyperOS 4 come sistema operativo, quindi lo stesso ambiente che Xiaomi sta portando su tutti i suoi dispositivi, dagli smartphone agli elettrodomestici connessi. La chicca più curiosa è però un’altra: entrambi i modelli integrano un radar mmWave capace di rilevare la posizione di chi guarda, per adattare automaticamente immagine e audio in base a dove si trova lo spettatore nella stanza. Un’idea che sposta il concetto di calibrazione dal laboratorio al salotto, perché la resa cambia parecchio se si è seduti al centro del divano oppure spostati di lato.

Fonte: TecnoAndroid

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