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Il colosso di Mountain View ha spiegato che la vulnerabilità dipende dall’interazione con l’utente, sostenendo che spetta a chi utilizza Gemini evitare input malevoli. Una posizione che ha lasciato perplessi numerosi esperti di sicurezza, soprattutto considerando che Gemini è già integrato con servizi sensibili come Gmail, Calendar e Documenti. In questi contesti, l’inserimento di caratteri nascosti potrebbe consentire la manipolazione di dati o messaggi, creando rischi concreti di falsificazioni o attacchi mirati.
Google e “ASCII smuggling”: come funziona l’exploit scoperto da FireTail
La vulnerabilità è stata scoperta dal ricercatore Viktor Markopoulos di FireTail, che ha dimostrato come l’attacco sfrutti simboli di controllo o caratteri Unicode invisibili per introdurre comandi segreti nei testi elaborati dal modello. In pratica, un’email o un documento apparentemente innocuo può contenere istruzioni nascoste che inducono Gemini a modificare dati, alterare risposte o reinterpretare il contenuto originale.
Durante i test, Markopoulos ha confrontato il comportamento di Gemini con altri modelli AI come ChatGPT, Claude e Copilot. Mentre questi ultimi hanno bloccato o neutralizzato gli input sospetti, Gemini, insieme a Grok di Elon Musk e al modello cinese DeepSeek, ha elaborato comunque i comandi nascosti, mostrando una vulnerabilità effettiva nel filtraggio degli input.
Nel corso del 2025, Google aveva già risolto alcune falle note, riunite sotto la sigla “Gemini Trifecta”, relative a log, cronologie e riassunti di ricerca. Ma nel caso di ASCII smuggling, l’azienda ha scelto di non intervenire, giudicando il rischio “limitato” e attribuendo la responsabilità al comportamento dell’utente.
Gli esperti di sicurezza informatica considerano invece il problema un campanello d’allarme. Distinguere testo da codice nascosto è una delle sfide più urgenti per garantire l’affidabilità dei modelli linguistici di nuova generazione. Senza una protezione efficace, i sistemi di intelligenza artificiale rischiano di diventare strumenti manipolabili, soprattutto se impiegati in ambiti professionali o per comunicazioni sensibili.










