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Giochi fisici USA ai minimi dal 1995: Nintendo domina il mercato

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Il mercato americano dei videogiochi ha chiuso luglio con un dato che pesa più di tanti altri: le vendite dei giochi fisici negli Stati Uniti sono scivolate al livello più basso dal 1995, cioè da quando esistono rilevazioni sistematiche del settore. Ottantacinque milioni di dollari, circa 78 milioni di euro, è tutto quello che il formato su disco e cartuccia è riuscito a generare in un mese intero. Una cifra che, messa accanto ai fasti di dieci o quindici anni fa, racconta da sola quanto sia cambiato il modo in cui si comprano i videogiochi.

I numeri arrivano da Circana, che monitora il comparto proprio dal 1995. E il quadro non lascia molto spazio a interpretazioni ottimistiche, anche se il supporto fisico mantiene ancora un peso specifico su alcune piattaforme. Non è sparito, insomma, ma si è ridotto a una nicchia sempre più stretta.

Nintendo tiene, PlayStation prepara l’addio al disco

Nella spartizione di quel poco che resta, Nintendo domina con il 63% della spesa complessiva sui titoli fisici del mese. Un dato che riflette abitudini d’acquisto diverse, con una base di utenti più legata alla scatola sullo scaffale e al regalo da fare. PlayStation si ferma al 32%, percentuale tutt’altro che trascurabile considerando che dal gennaio 2028 la produzione di giochi su disco verrà interrotta. Una decisione già annunciata, che di fatto mette una data di scadenza a un pezzo di storia del medium.

Sul tema si è espresso anche il CEO di Ubisoft, secondo cui l’abbandono dei dischi non sconvolgerà l’industria dei videogiochi. Posizione che, alla luce di questi numeri, trova più di un appiglio nei fatti.

Hardware in caduta libera, ma Switch 2 regge il confronto

Il problema non riguarda solo il software. La spesa per l’hardware è calata del 29% su base annua, fermandosi a 282 milioni di dollari, circa 260 milioni di euro. Si tratta del peggior luglio dal 2020, anno in cui trovare una PS5 o una Xbox Series X|S sugli scaffali era praticamente un’impresa. Le unità vendute sono crollate del 39%, mentre il prezzo medio è salito del 16%, conseguenza diretta dei rincari applicati di recente a PS5, Xbox Series e Nintendo Switch 2.

Proprio Nintendo Switch 2 ha guidato il mese per volumi, pur registrando un tonfo del 51% nelle unità vendute rispetto all’anno precedente. PS5 invece ha primeggiato sul fronte dei ricavi, spinta dal prezzo più alto. C’è però un dettaglio interessante nei dati di Circana: dopo 14 mesi sul mercato, Switch 2 viaggia ancora l’11% avanti rispetto al ritmo di vendita che teneva la prima Switch nello stesso periodo. Il confronto storico regge, insomma, anche se il contesto generale è tutt’altro che brillante.

Un luglio da dimenticare, con i remake in cima alla classifica

Sommando tutto, contenuti, hardware e accessori, la spesa complessiva del mercato statunitense a luglio 2026 è scesa del 10%, arrivando a 4,5 miliardi di dollari, ovvero circa 4,1 miliardi di euro. E questo nonostante la top 10 abbia accolto ben sei nuove uscite, un numero che in teoria avrebbe dovuto movimentare parecchio le cose.

Il paradosso è nella composizione di quella classifica: quattro posizioni su dieci sono occupate da remake o conversioni di titoli vecchi. Al primo posto, per dire, si trova Call of Duty: Black Ops 2, gioco del 2012, tornato in cima grazie al lancio delle versioni PS4 e PS5. Un capitolo di quattordici anni fa che batte tutto il resto della produzione contemporanea, almeno per un mese.

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