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Chrome per Android testa la biometria per compilare le password

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Chrome per Android potrebbe presto diventare un po’ meno disponibile quando si tratta di compilare in automatico le credenziali. Google sta infatti sperimentando un controllo basato sull’autenticazione biometrica che chiederebbe l’impronta digitale, il riconoscimento del volto o un altro metodo supportato prima di inserire le password salvate nei campi di accesso dei siti. Lo scopo è confermare che dall’altra parte dello schermo ci sia davvero il proprietario del dispositivo e non qualcuno che si è ritrovato tra le mani un telefono già sbloccato.

La novità è ricomparsa nell’ultima build di Chrome Canary, il canale sperimentale del browser dove Google mette alla prova funzioni ancora acerbe. All’interno è spuntato un flag dedicato chiamato “Biometric reauth for password filling”, la cui presenza è stata segnalata il 30 settembre 2026. Il nome lascia pochi dubbi su cosa faccia. Una volta attivato, toccare una credenziale memorizzata può far partire una richiesta di verifica prima che il browser consegni la password vera e propria.

Un’idea che Google aveva già messo nel cassetto

Non si tratta di un debutto assoluto. Più di un anno fa Google aveva già testato in Chrome per Android una funzione che imponeva un’autenticazione prima della compilazione automatica, salvo poi rimuoverla poco dopo. Quel primo tentativo non è mai arrivato sul canale stabile ed era sparito senza troppo rumore. Adesso il progetto torna in Canary con tanto di flag apposito, segno che l’azienda non ha affatto abbandonato l’idea e che ci sta ancora lavorando.

Del resto Google aveva già lasciato intendere che questa protezione sarebbe arrivata presto anche nel suo browser. La sperimentazione in corso conferma che la direzione è quella, anche se i tempi restano tutt’altro che definiti. Il motivo dell’interesse è piuttosto semplice. Oggi sbloccare lo smartphone può bastare per accedere all’intero archivio di credenziali, e il passaggio aggiuntivo andrebbe a chiudere una falla di sicurezza in Google Password Manager.

Va detto che questo tipo di controllo esiste già nelle app quando si compilano le password con la protezione biometrica attiva. Chrome invece ha sempre gestito la compilazione automatica all’interno del browser in maniera diversa, senza chiedere conferme ulteriori una volta superata la schermata di blocco del telefono.

Il confronto con iPhone e cosa cambierebbe davvero

Sul fronte Apple la questione è già risolta da tempo. Sugli iPhone esiste infatti un’autenticazione biometrica per il riempimento automatico delle password. Face ID o Touch ID possono autorizzare la funzione Password AutoFill quando si inseriscono nomi utente e password salvati in Safari. Apple ha integrato questa verifica direttamente nel proprio sistema di gestione delle credenziali e di compilazione automatica.

La differenza sta nell’impostazione. La possibile funzione di Google sembra pensata per introdurre una nuova verifica biometrica nel momento preciso in cui Chrome va a pescare una password memorizzata. In pratica il controllo scatterebbe proprio quando il browser sta per consegnare la chiave d’accesso, e non soltanto a monte. Un approccio che sposta la protezione più vicino al dato sensibile.

Le conseguenze pratiche sarebbero tutt’altro che marginali. Se Google decidesse di rilasciare la funzione, chi si impossessasse di un telefono sbloccato non avrebbe più automaticamente accesso a tutte le password salvate per i vari siti web. Basterebbe un passaggio in più, rapido per il legittimo proprietario, per sbarrare la strada a chiunque altro.

Per il momento però tutto resta confinato a Chrome Canary, che funge da terreno di prova per la novità. Google non ha ancora comunicato una data di rilascio sul canale stabile del browser.

Fonte: TecnoAndroid

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