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Gemini Robotics ER 2: il cervello AI che orchestra i robot

Con Gemini Robotics ER 2 Google mette sul tavolo il suo modello di intelligenza artificiale più avanzato pensato per la robotica, e la cosa curiosa è che non parliamo di un robot vero e proprio. Si tratta piuttosto del cervello che sta sopra alle macchine, quello che decide cosa fare, in quale ordine muoversi e come rimediare agli errori mentre accadono, senza aspettare. Chi vuole provarlo lo trova già disponibile tramite la Gemini API, Google AI Studio e la Gemini Enterprise Agent Platform. Il passo avanti rispetto alla versione precedente, la ER 1.6, non riguarda soltanto la potenza bruta. Cambia proprio il modo in cui il modello si rapporta al mondo fisico. Prima il robot si fermava a ragionare tra un movimento e l’altro, con quelle pause che facevano sembrare tutto poco naturale e, diciamocelo, pure poco utile in situazioni reali. Ora ER 2 pensa e agisce insieme, in parallelo, e quei momenti morti spariscono.

Precisione, tempi rapidi e un occhio alla sicurezza

Tra le novità più intriganti c’è la capacità di tenere sotto controllo i propri progressi osservando un flusso video continuo. Il modello capisce a che punto è arrivato in un lavoro, con una scala che va da 0 a 100 per cento, e riconosce l’attimo preciso in cui un gesto è concluso. Un esempio banale ma efficace: sa quando smettere di versare il caffè in una tazza. Proprio su questo tipo di compito, il cosiddetto momento finding, ER 2 tocca il 91,3 per cento di accuratezza con una latenza sotto il secondo. Un risultato che regge il confronto con modelli molto più grandi, ma che costa in termini di calcolo un quarto rispetto a loro. E sono numeri che pesano davvero, perché nella robotica un secondo di ritardo può separare un’azione andata a buon fine da un incidente.

Anche sul versante della sicurezza arriva un miglioramento concreto. Il modello riesce a fermare da solo un robot umanoide quando si accorge che c’è una persona nei paraggi, e riprende a lavorare soltanto quando lo spazio torna libero. Sembra scontato, eppure nei sistemi precedenti questa cosa non era per niente garantita.

Robot diversi che imparano a lavorare in squadra

Poi c’è il capitolo della collaborazione tra macchine differenti. ER 2 consente a robot di tipo diverso di coordinarsi su lavori complessi che nessuno dei due potrebbe portare a termine da solo. Nella dimostrazione entrano in gioco un braccio industriale Franka F3 Duo e un umanoide Apollo 2 di Apptronik, che si mettono d’accordo per completare compiti articolati. Google ha preparato anche una demo con Spot di Boston Dynamics, dove il robot quadrupede recupera oggetti a comando vocale grazie a ER 2, che fa da regista tra le sue API di navigazione e quelle di manipolazione.

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