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Gasolio a 2,173 euro in autostrada: sconto accise già svanito

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Il gasolio è tornato a 2,173 euro al litro in autostrada, un valore che cancella di fatto il beneficio dell’ultimo taglio delle accise deciso dal Governo. I numeri dell’Osservatorio prezzi carburanti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, aggiornati al 18 agosto, raccontano una risalita rapida e per certi versi prevedibile, con il diesel che passa dai 2,170 euro del giorno precedente ai 2,173 attuali. Un ritocco minimo, sì, ma che riporta il prezzo esattamente dove si trovava il 4 agosto, quando il Consiglio dei ministri ha varato il decreto che prorogava fino al 25 agosto lo sconto da 17 centesimi al litro, già operativo dal 28 luglio.

Il movimento non riguarda solo le autostrade. Sulla rete ordinaria il diesel in modalità self service ha toccato quota 2,099 euro al litro, contro i 2,093 euro rilevati appena ventiquattro ore prima. La benzina, invece, resta più tranquilla: 1,992 euro al litro in self service sulla rete ordinaria, mentre in autostrada sale a 2,071 euro al litro.

Perché lo sconto sulle accise è evaporato così in fretta

La spiegazione sta nella composizione del prezzo dei carburanti, che non dipende soltanto dalla parte fiscale. Sul cartellino finale pesano il costo del greggio, i costi e i margini di tutta la filiera distributiva e ovviamente l’Iva. Basta quindi un rialzo delle materie prime per mangiarsi per intero un intervento sulle imposte, per quanto consistente possa sembrare sulla carta.

C’è poi un secondo elemento, meno immediato ma piuttosto significativo. L’Osservatorio sui conti pubblici italiani ha messo in evidenza un’asimmetria nella velocità con cui le oscillazioni del greggio arrivano alla pompa. Nel caso della benzina, un aumento di un dollaro del Brent si traduce nei primi tre giorni in un rincaro netto di circa 62 centesimi. Un calo della stessa identica entità, invece, produce una riduzione di appena 30 centesimi. La differenza si annulla entro la quarta settimana, ma il meccanismo è evidente: i rialzi corrono, i ribassi camminano.

Le proteste delle associazioni di categoria

Sul fronte delle imprese il malumore è forte. Gino Sciotto, presidente nazionale della Fapi, Federazione Autonoma Piccole Imprese, ha commentato i dati del Mimit senza troppi giri di parole. Il prezzo del gasolio, spiega, è tornato ai livelli registrati prima degli effetti delle misure adottate dal Governo sulle accise. Un dato che desta forte preoccupazione per famiglie e imprese e che impone di valutare ulteriori interventi per contenere il costo dei carburanti. La riduzione delle accise ha rappresentato un intervento importante per contrastare l’emergenza, sottolinea, ma la dinamica dei prezzi sta rapidamente assorbendo il beneficio. Il rischio concreto, aggiunge, è che il costo del diesel continui a pesare in maniera insostenibile soprattutto sulle piccole imprese, sull’autotrasporto, sull’artigianato e su tutte quelle attività nelle quali il carburante costituisce una voce rilevante dei costi.

Sulla stessa linea Stefano Ruvolo, presidente di Confimprenditori, che punta il dito su alcuni comparti specifici. Anche oggi il prezzo del gasolio supera i 2 euro al litro, osserva. A pagare il prezzo più alto sono il comparto della pesca, con i pescherecci costretti a fare i conti con costi di armamento insostenibili, e gli autotrasportatori, già in affanno da anni per il caro carburante e ora ulteriormente schiacciati dai rincari. Sono allo stremo, conclude, è una situazione insostenibile.

La richiesta di nuovi interventi

Il punto su cui entrambe le sigle convergono è la necessità di un monitoraggio costante da parte del Governo. Le associazioni chiedono che venga valutato un ulteriore intervento sulle accise, considerata la velocità con cui il mercato ha riassorbito lo sconto precedente e l’impatto diretto sul tessuto produttivo. Con la proroga in scadenza il 25 agosto, il tema della tassazione sui carburanti resta al centro del confronto tra esecutivo e mondo delle imprese, con il diesel stabilmente sopra la soglia dei 2 euro sia sulla rete ordinaria sia in autostrada.

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