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Huawei e Qualcomm, nuovo patto sui brevetti con il 5G e l’AI

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Huawei e Qualcomm hanno firmato un nuovo accordo sui brevetti di durata pluriennale che tocca alcuni dei settori più strategici dell’industria tecnologica di oggi. Al centro dell’intesa ci sono le licenze incrociate sui rispettivi portafogli, con un perimetro che abbraccia il 5G, le risorse di calcolo, l’intelligenza artificiale e il networking. A tutto questo si aggiunge un altro tassello piuttosto significativo, perché Qualcomm acquisterà anche una parte dei brevetti statunitensi di Huawei legati al compute, all’AI, alle reti e ad altre tecnologie.

Non si parla quindi di una semplice formalità tra due grandi nomi del settore. Le due società si concedono a vicenda la possibilità di utilizzare le tecnologie protette dall’altra parte, e lo fanno in ambiti che oggi rappresentano il cuore dello sviluppo di smartphone, infrastrutture e servizi digitali. Per il colosso cinese e per quello americano si tratta di un riconoscimento reciproco che pesa, soprattutto considerando il valore delle tecnologie coinvolte nell’intesa.

Le condizioni FRAND e le parole dei due manager

Nel comunicato diffuso in forma congiunta, Huawei e Qualcomm tengono a precisare che l’accordo rispetta i principi FRAND. La sigla indica condizioni di licenza eque, ragionevoli e non discriminatorie, ovvero un modello pensato per regolare l’accesso a tecnologie considerate fondamentali senza creare squilibri tra chi le possiede e chi le utilizza. Un dettaglio che può sembrare tecnico ma che, nel mondo delle licenze, ha un peso tutt’altro che marginale.

A commentare l’intesa sono stati due figure chiave delle rispettive aziende. Alan Fan, Chief Intellectual Property Officer di Huawei, ha voluto sottolineare in modo particolare il contributo del gruppo agli standard 4G e 5G, rivendicando così il ruolo svolto nello sviluppo delle reti mobili. Dall’altra parte John Han, alla guida di Qualcomm Technology Licensing, ha descritto l’accordo come un riconoscimento reciproco del valore delle innovazioni nate nei laboratori delle due società. Due prospettive diverse, insomma, che finiscono però per convergere sullo stesso punto.

Un rapporto che parte dal 2001 e i numeri delle licenze

C’è un elemento che rende questa intesa diversa dalle precedenti. Per la prima volta un contratto di licenza tra Huawei e Qualcomm include in maniera esplicita le tecnologie 5G. Eppure i rapporti tra i due gruppi sul fronte della proprietà intellettuale non sono affatto una novità, visto che affondano le radici addirittura nel 2001. Un legame lungo più di due decenni che adesso si allarga a un campo diventato centrale per l’intero comparto delle telecomunicazioni.

Anche i numeri complessivi aiutano a inquadrare la portata dell’operazione. Con questo nuovo accordo sui brevetti il valore totale atteso dei contratti di licenza brevettuale sottoscritti da Huawei supera la soglia dei 6 miliardi di euro circa. Una cifra che dà l’idea di quanto il portafoglio tecnologico dell’azienda cinese sia diventato una risorsa preziosa anche sul piano economico, oltre che su quello industriale.

Fonte: TecnoAndroid

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