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Galaxy Buds diventano apparecchi acustici: arriva l’ok della FDA

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I Galaxy Buds di Samsung si preparano a diventare qualcosa di più di semplici auricolari, perché l’azienda ha ottenuto negli Stati Uniti il via libera della FDA per una funzione apparecchio acustico integrata direttamente nelle cuffie. Non parliamo di un accessorio medico separato o di una procedura complicata, ma di due strumenti software che arriveranno sui modelli più recenti e che permetteranno di amplificare i suoni ambientali in base alle esigenze di chi indossa gli auricolari. L’idea in sé non nasce oggi. Usare i microfoni degli auricolari per alzare il volume del mondo intorno è una pratica già vista, sotto varie forme, su diversi prodotti. La differenza sta nel timbro ufficiale: la certificazione dell’ente statunitense che regola dispositivi medici e farmaci sposta la faccenda su un altro piano, trasformando una comodità in una funzione riconosciuta.

Come funzionano Hearing Test e Hearing Aid

Le due novità si chiamano Hearing Test e Hearing Aid, e lavorano in coppia. La prima è un test dell’udito che si può fare da soli, senza passare da uno studio specializzato, e serve a individuare dove si trovano le carenze uditive dell’utente. Una specie di mappatura personale, insomma, che restituisce un profilo su misura.

A partire da quei risultati entra in gioco la seconda funzione. Samsung spiega che Hearing Aid amplifica proprio i suoni che l’utente fa più fatica a percepire, quindi le alte frequenze, i sussurri nelle vicinanze e le voci lontane, calibrando tutto sul profilo uditivo raccolto durante il test. Non un aumento generico del volume, ma un intervento selettivo. C’è anche altro sotto il cofano. La funzione supporta tecnologie che di solito si trovano negli apparecchi acustici di fascia alta, come l’eliminazione del rumore e il beamforming. Quest’ultimo, per chi non ha familiarità con il termine, è quel meccanismo che concentra l’ascolto su quello che arriva davanti a chi indossa gli auricolari, tagliando fuori il brusio che viene dai lati e da dietro. In pratica, aiuta a seguire una conversazione in un locale rumoroso invece di annegare in un muro di suoni indistinti.

Quali Galaxy Buds e quando

Il rollout è previsto nel quarto trimestre del 2026, quindi c’è ancora qualche mese di attesa. La compatibilità però è ristretta: soltanto Galaxy Buds 3 Pro e Galaxy Buds 4 Pro riceveranno le due funzioni, lasciando fuori i modelli meno recenti e le varianti non Pro della gamma.

Anche sul fronte geografico ci sono limiti precisi. La disponibilità partirà dagli Stati Uniti, dove la certificazione è appena arrivata, e si estenderà ad altri mercati definiti come approvati. Una formulazione che dice tutto e niente, ma che lascia intendere come ogni Paese debba fare i conti con le proprie regole in materia di dispositivi sanitari. Le normative sugli apparecchi acustici cambiano da un’area all’altra, e non basta una certificazione americana per aprire tutte le porte. Vale la pena notare che il pacchetto arriverà via aggiornamento software, quindi chi possiede già uno dei due modelli compatibili non dovrà comprare nulla di nuovo. La funzione apparecchio acustico si aggiungerà alle capacità già presenti negli auricolari, che restano prima di tutto dei prodotti audio di consumo con cancellazione del rumore e supporto all’ecosistema Samsung.

Sul versante delle cuffie l’azienda coreana si sta muovendo su più fronti, tra funzioni pensate per il benessere e strumenti che sfruttano i sensori già presenti negli auricolari. La certificazione FDA ottenuta per i Galaxy Buds rappresenta comunque il passaggio più significativo di questa strategia, perché porta un prodotto consumer dentro un territorio normalmente riservato a dispositivi medici veri e propri.

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