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Le prime immagini delle Fairbuds 2 sono finalmente saltate fuori, e raccontano parecchio di come Fairphone intenda aggiornare la sua proposta audio. Gli auricolari, presentati nella loro prima versione nella primavera del 2024, tornano con un design rivisto ma con la stessa filosofia di fondo: modularità e possibilità di ripararli senza buttare via tutto. Il debutto è atteso entro la fine dell’anno, una tempistica che l’azienda stessa ha confermato quando ha presentato lo smartphone Gen 6+.
La differenza più visibile, guardando gli scatti trapelati, riguarda la forma. Le Fairbuds 2 abbandonano il profilo compatto della prima generazione e adottano per la prima volta uno stelo allungato, quella soluzione ormai familiare a chiunque abbia messo mano a un paio di auricolari in ear negli ultimi anni. Cambia anche la custodia di ricarica, che risulta più alta rispetto a quella vista finora.
Perché la custodia è cresciuta

Il motivo di quell’altezza in più sembra abbastanza chiaro e ha a che fare con l’autonomia. La batteria alloggiata nella custodia dovrebbe essere più capiente di quella da 500mAh montata sul modello precedente, e da lì deriva l’ingombro maggiore. Nessun numero ufficiale al momento, quindi conviene prendere il dato con le pinze finché non arriva la scheda tecnica completa.
Resta invece il tratto distintivo che ha reso le Fairbuds un prodotto diverso dagli altri. Se Fairphone terrà fede all’approccio già visto, e tutto lascia pensare di sì, sulle nuove Fairbuds 2 sarà possibile sostituire un buon numero di componenti in autonomia. Sul fronte degli auricolari veri e propri l’elenco comprende l’auricolare sinistro e quello destro presi singolarmente, la batteria, l’anello in silicone e il gommino. Per quanto riguarda la custodia, invece, la lista include il guscio esterno, il core interno e la batteria.
Una scelta che va controcorrente
Detta così può sembrare un dettaglio tecnico da appassionati, ma nel mondo degli auricolari true wireless è una rarità. La maggior parte dei modelli in commercio, quando la batteria comincia a cedere o si perde un auricolare, diventa carta straccia. Qui invece l’idea è comprare il pezzo che serve e rimetterlo a posto, allungando la vita del prodotto ben oltre il ciclo abituale. È esattamente lo stesso ragionamento che Fairphone applica da anni ai suoi smartphone, e trasferirlo su un oggetto minuscolo come un auricolare in ear resta un esercizio tutt’altro che banale dal punto di vista ingegneristico.
Sul fronte estetico, le informazioni disponibili parlano di tre colorazioni. Ci sarà il verde, indicato come Forest Green, il nero battezzato Horizon Black e, con qualche punto interrogativo in più, anche un blu chiamato Cobalt Blue. Quest’ultima tinta non è ancora confermata al cento per cento, quindi va archiviata tra le indiscrezioni.
Tutto il resto rimane in sospeso. Driver, codec supportati, cancellazione attiva del rumore, autonomia dichiarata, resistenza all’acqua e ovviamente il prezzo: nessuno di questi dati è emerso finora. Per averli servirà l’annuncio ufficiale, che stando alle indicazioni fornite dall’azienda dovrebbe arrivare prima della fine dell’anno.








