Un’estinzione di massa avvenuta 113 milioni di anni fa nel bel mezzo del Cretaceo sta attirando l’attenzione degli scienziati, e non solo per curiosità accademica. Le cause di quella catastrofe, che colpì duramente la vita negli oceani mentre i dinosauri continuavano indisturbati la loro corsa evolutiva, suonano oggi stranamente familiari. Perché quello che accadde allora ha molto da dire su ciò che sta succedendo ai nostri mari in questo momento.
Per anni si è pensato che il Cretaceo avesse conosciuto un solo grande evento di estinzione, quello celebre che chiuse l’era dei dinosauri. Ma le prove raccolte raccontano un’altra storia. Ci furono in realtà due estinzioni di massa distinte durante questo periodo, e la prima, la meno conosciuta, è quella che oggi fa più riflettere. Colpì il mondo circa 113 milioni di anni fa e mise in ginocchio numerose specie marine, senza però toccare i grandi rettili che dominavano la terraferma.
Cosa successe negli oceani del Cretaceo
Mentre sulla terra la vita procedeva senza scossoni, sotto la superficie del mare si consumava un vero e proprio disastro. Tante specie marine scomparvero nel giro di un tempo geologicamente breve, lasciando un segno evidente nelle rocce e nei fossili. Questo primo evento passò a lungo inosservato proprio perché non toccò i dinosauri, che restano i protagonisti indiscussi quando si parla di questa epoca.
La cosa interessante è che i dinosauri se la cavarono benissimo. Continuarono a prosperare come se nulla fosse, ignari di quello che stava accadendo agli abitanti degli oceani. Ed è forse per questo che questa prima estinzione di massa è rimasta nell’ombra così a lungo, oscurata dall’evento più drammatico e conosciuto che sarebbe arrivato milioni di anni dopo.
Perché questa storia ci riguarda oggi
Quello che rende questa scoperta particolarmente rilevante è il motivo per cui accadde. Le ragioni dietro l’estinzione degli organismi marini 113 milioni di anni fa risultano estremamente attuali, tanto da collegarsi direttamente a ciò che gli oceani stanno affrontando adesso. È come guardare uno specchio del passato che riflette il presente.
Studiare quel momento remoto del Cretaceo offre quindi molto più di una semplice lezione di storia naturale. Ci permette di capire come reagiscono gli ecosistemi marini quando vengono messi sotto pressione, e cosa può significare tutto questo per il futuro della vita negli oceani. La memoria delle rocce, in fondo, parla anche di noi.









