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L’Europa continua ad investire nelle rinnovabili
Nonostante gli sforzi della Commissione per snellire le procedure, i ritardi autorizzativi restano uno dei maggiori freni alla crescita. A ciò si aggiungono le incertezze normative che scoraggiano gli investitori. Ogni cambiamento politico o elettorale può, infatti, alterare il quadro degli incentivi. Creando instabilità in un settore che richiede visione di lungo periodo.
Un altro elemento problematico per le rinnovabili riguarda l’approvvigionamento. Il settore eolico, in particolare, è caratterizzato dall’aumento dei costi delle materie prime. Eppure, le previsioni restano ottimistiche. WindEurope prevede infatti un incremento del 35% della capacità eolica. Con un totale di 17,4 GW di nuova potenza. Nel campo del solare, la situazione è simile. SolarPower Europe insiste sulla necessità di mantenere il ritmo di installazioni a 70 GW annui per non compromettere gli obiettivi al 2030. La riduzione dei sussidi in alcuni paesi, come la Francia, potrebbe però rimettere tutto in discussione.
In risposta a tali difficoltà, l’industria cerca nuove soluzioni. L’iniziativa “New Offshore Wind Deal” è un esempio concreto di come il settore può reagire con una precisa strategia. Il piano punta su aste coordinate e pianificazione coerente per assicurare 100 GW di capacità offshore tra il 2031 e il 2040. Con installazioni annuali di almeno 10 GW. È una scommessa importante sulla capacità del continente di rendere l’eolico offshore un pilastro della sicurezza energetica e della decarbonizzazione.










