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Diagtrack, il servizio Windows nascosto che surriscalda il laptop

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Capita spesso che un laptop si scaldi senza un vero motivo, magari mentre si legge una pagina web o si scrive una mail, e la spiegazione potrebbe nascondersi in un servizio Windows nascosto che lavora in silenzio. Gira in sottofondo, raccoglie una montagna di informazioni e le manda dritte a Microsoft, facendo salire l’uso della CPU e, di conseguenza, la temperatura. La cosa curiosa è che quasi nessuno sa della sua esistenza.

Il nome tecnico è Diagnostics Tracking Service, più conosciuto come Diagtrack. Microsoft lo aveva introdotto ai tempi di Windows 7 per raccogliere dati diagnostici sull’utilizzo del sistema. Nel 2015 lo ha ribattezzato “Connected User Experiences and Telemetry”, un nome molto più morbido e vago, senza dare alcun annuncio ufficiale. A scoprire il cambio di etichetta furono alcuni appassionati, e la faccenda sollevò parecchia diffidenza nella community.

Cosa raccoglie e perché scalda il laptop

La lista di quello che finisce nel pacchetto inviato a Microsoft è lunga. Stato del sistema operativo e delle applicazioni, driver hardware, utilizzo del Wi-Fi, dettagli sulle periferiche, metriche di prestazione, errori e crash vari. Quando il servizio si attiva, di solito una volta al giorno dopo l’accensione, spedisce tutto questo materiale generando picchi ben visibili di CPU e disco nel Task Manager. Le ventole partono di conseguenza e il rumore si fa sentire.

I laptop sono i più penalizzati, perché il loro sistema di raffreddamento è più limitato rispetto a un desktop. E la situazione peggiora quando Diagtrack lavora insieme ad altri servizi come SysMain. Questa combinazione può portare a un surriscaldamento costante che, alla lunga, accorcia la vita del dispositivo. Va detto che il servizio non legge i messaggi né sa quali app si stanno usando in un dato momento, ma il lavoro che fa per raccogliere tutto il resto basta e avanza per creare fastidi.

C’è anche un precedente che vale la pena citare. Nel passaggio a Windows 10, Microsoft aveva riattivato il servizio pure per chi lo aveva già spento in precedenza, una mossa che agli utenti più attenti alla privacy non andò affatto giù.

Come disabilitare Diagtrack passo dopo passo

La buona notizia è che spegnerlo è alla portata di tutti, e ci sono ben quattro strade diverse. La più immediata passa da Services.msc: basta premere il tasto Windows, digitare services.msc, cercare la voce “Esperienze utente connesse e telemetria”, cliccare col tasto destro, fermare il servizio e dalle Proprietà impostarlo su “Disabilitato”.

Chi preferisce il Registro di sistema può aprire regedit tramite Win+R, arrivare fino a HKEYLOCALMACHINESOFTWAREPoliciesMicrosoftWindowsDataCollection e impostare il valore DWORD AllowTelemetry a 0. Se la voce non c’è, va creata a mano.

Un’altra opzione, disponibile solo su Windows Pro o versioni superiori, sono i Criteri di gruppo. Il percorso da seguire è Configurazione computer, poi Modelli amministrativi, quindi Componenti di Windows e infine Raccolta dati e versioni di anteprima, dove si disabilita la voce corrispondente. Per chi si trova a suo agio con la riga di comando c’è PowerShell in modalità amministratore, con il comando Set-Service -Name DiagTrack -StartupType Disabled.

Una volta spento, il calore dovrebbe calare, le ventole diventare più silenziose e il sistema in generale più reattivo. Il servizio non è indispensabile al funzionamento di Windows, quindi toglierlo non rompe nulla e potrebbe allungare la vita del laptop. Il vero nodo di tutta la vicenda non è tanto la telemetria in sé, quanto la scelta di rinominare il servizio senza dirlo, rendendolo difficile da individuare per chi voleva liberarsene. Un modo di fare che racconta parecchio su come certi produttori gestiscono il rapporto con chi usa i loro prodotti.

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