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Bose Wired Noise Cancelling Earbuds, il filo torna con l’ANC

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Il ritorno degli auricolari con il filo non è più soltanto una curiosità da social network, e Bose sembra intenzionata a non restare a guardare. L’azienda americana ha appena presentato i nuovi Wired Noise Cancelling Earbuds, un paio di auricolari in ear che guardano al passato nello spirito ma restano ben ancorati al presente per quello che offrono. Il trend del cavo, del resto, sta prendendo piede con una certa rapidità, soprattutto tra i più giovani, e il marchio statunitense ha scelto di intercettarlo con un prodotto che mescola nostalgia e tecnologia.

La prima cosa che salta all’occhio è l’assenza del caro vecchio jack analogico da 3,5 mm. Al suo posto c’è una porta USB C, scelta che a prima vista potrebbe sembrare un tradimento dell’anima vintage di questi auricolari ma che in realtà ha una spiegazione piuttosto concreta. Come suggerisce il nome stesso, i nuovi modelli integrano infatti la cancellazione attiva del rumore, la tecnologia conosciuta ormai da tutti con la sigla ANC.

Perché Bose ha scelto la USB C al posto del jack

È proprio l’ANC, con ogni probabilità, il motivo per cui Bose ha abbandonato il connettore tradizionale. Parliamo di una funzione relativamente avanzata, che per lavorare ha bisogno di un chip dedicato all’elaborazione del segnale. E un componente del genere, per farla breve, richiede più energia di quanta ne possa trasportare una semplice connessione analogica. Ecco allora che la porta digitale diventa quasi una scelta obbligata, l’unico modo per offrire un isolamento acustico degno di questo nome senza dover ricorrere a batterie interne.

Sul fronte del design, i Wired Noise Cancelling Earbuds adottano la classica forma intrauricolare con un archetto stabilizzatore che si appoggia al padiglione auricolare, pensato per tenerli ben fermi durante l’uso. Lungo il cavo trova posto il tradizionale telecomando in linea, quel blocchetto che chiunque abbia usato un paio di cuffie negli ultimi anni conosce bene. Da lì è possibile alzare e abbassare il volume, ma anche rispondere a una chiamata o chiuderla senza dover tirare fuori lo smartphone dalla tasca.

Niente Bluetooth e niente batteria, con pregi e difetti

La filosofia di questo prodotto è piuttosto chiara. Non c’è il Bluetooth e non c’è una batteria da ricaricare, e questo porta con sé una serie di vantaggi tutt’altro che trascurabili. Il primo riguarda il pairing, quel processo di abbinamento che nonostante la tecnologia senza fili sia diffusissima da una trentina d’anni continua a creare fastidi molto più spesso di quanto sarebbe lecito aspettarsi. Con il cavo basta collegare e ascoltare, senza menu da esplorare o connessioni che saltano all’improvviso.

Poi c’è la questione dell’autonomia, che semplicemente non esiste. Nessun rischio di ritrovarsi con gli auricolari scarichi proprio nel momento meno opportuno, magari a metà di un viaggio o durante una telefonata importante. E l’assenza di un accumulatore elimina alla radice anche un altro tipo di preoccupazione, quella legata al rischio di incendi ed esplosioni, eventualità rara ma che con le batterie non si può mai escludere del tutto.

Ovviamente anche il filo ha il suo prezzo da pagare, e chi è cresciuto con le cuffiette cablate lo sa benissimo. C’è il classico, inevitabile aggrovigliamento del cavo, che sembra verificarsi anche solo a guardarlo, un piccolo rituale analogico che molti avevano dimenticato. E soprattutto resta sempre in agguato il pericolo di rimanere impigliati in maniglie, braccioli del tram e in tutti quegli ostacoli quotidiani che sembrano progettati apposta per strappare gli auricolari dalle orecchie nel momento più imprevisto.

Fonte: TecnoAndroid

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