Con Claude arriva una funzione che promette di cambiare il modo in cui deleghiamo il lavoro noioso al computer, e allo stesso tempo fa storcere il naso a chi teme per il proprio posto. Si chiama Record a Skill ed è la nuova aggiunta pensata da Anthropic dentro l’ambiente Claude Cowork. L’idea di fondo è semplice quanto ambiziosa, mostrare all’intelligenza artificiale come si esegue un’attività invece di spiegarglielo a parole.
Ci sono operazioni che milioni di persone ripetono ogni giorno davanti allo schermo, spesso senza nemmeno pensarci. La compilazione di moduli, la preparazione di report, l’aggiornamento di fogli di calcolo, la gestione dei ticket di assistenza. Roba meccanica, che ruba tempo e attenzione ma che raramente richiede una vera dose di creatività. Ed è proprio qui che entra in gioco l’automazione, con tutto quello che comporta.
Perché insegnare all’AI a lavorare era complicato
Fino a oggi la strada per automatizzare questo tipo di attività non è stata affatto liscia. Il paradosso è quasi buffo, spiegare a un’intelligenza artificiale come portare a termine una procedura può risultare più faticoso che eseguirla di persona. Scrivere istruzioni dettagliate, prevedere ogni singolo passaggio, gestire gli imprevisti. Un lavoro che a volte annulla il vantaggio stesso della delega.
Il nuovo approccio ribalta la logica. Niente più manuali lunghissimi da redigere, basta far vedere il compito una volta sola. Record a Skill registra lo schermo mentre l’utente svolge l’operazione e, in parallelo, cattura i commenti vocali che accompagnano ogni passaggio. In pratica si lavora normalmente, si spiega ad alta voce cosa si sta facendo e perché, e Claude assorbe tutto. Da quel momento sarà in grado di replicare la stessa sequenza da solo, senza bisogno di ulteriori indicazioni.
Il nodo che preoccupa chi lavora al computer
Qui si apre il tema più delicato. Se una macchina può guardare come si compila un modulo o si aggiorna un foglio di calcolo e poi rifarlo in autonomia, allora molte mansioni di ufficio diventano potenzialmente sostituibili. Il timore riguarda soprattutto quei ruoli costruiti attorno ad attività ripetitive, che sono anche i più diffusi in tanti contesti aziendali. La comodità di Anthropic per l’utente che vuole risparmiare tempo si trasforma, dall’altro lato, in un motivo di apprensione concreta.
La forza di questa funzione sta proprio nella sua immediatezza. Non serve essere programmatori né conoscere linguaggi tecnici, chiunque sappia fare un lavoro può insegnarlo a Claude Cowork semplicemente eseguendolo mentre la registrazione è attiva. Un approccio che abbassa enormemente la barriera d’ingresso all’automazione, portandola alla portata di chi finora ne era rimasto tagliato fuori.
Resta il fatto che uno strumento così potente porta con sé una doppia natura. Da una parte libera tempo prezioso da destinare ad attività più stimolanti, dall’altra solleva domande scomode sul futuro di certe professioni. La registrazione dello schermo e della voce, poi, apre anche riflessioni sulla gestione dei dati e su cosa finisce effettivamente memorizzato durante quelle sessioni.
Chi cerca invece un compagno di lavoro più tradizionale può orientarsi verso l’elegantissimo Motorola Signature, disponibile su Amazon Marketplace a 739 euro. Un’alternativa concreta per chi vuole uno smartphone raffinato senza per forza tuffarsi nel mondo delle automazioni intelligenti che stanno ridisegnando le giornate davanti al monitor.


