Vai al contenuto
Offerte

SR-71 Blackbird, la NASA potrebbe farlo tornare a volare

In questo articolo Indice dei contenuti 2 sezioni

La NASA potrebbe riportare in volo il leggendario SR 71 Blackbird, un aereo che a distanza di sessant’anni continua a dare l’impressione di essere arrivato dal futuro. Esistono velivoli che invecchiano con il passare dei decenni e altri che invece mantengono intatto il loro fascino, e il Blackbird appartiene senza dubbio a questa seconda famiglia. Basta osservarne la sagoma scura e affilata per rendersene conto, ma anche le sue caratteristiche tecniche raccontano molto bene perché il suo nome sia ancora oggi così noto tra gli appassionati di aviazione.

Parliamo di una macchina capace di superare Mach 3 e progettata per operare ad altissima quota, in condizioni che pochissimi altri aerei sono stati in grado di affrontare. Proprio per questo il ricognitore viene ancora considerato uno dei velivoli più estremi mai realizzati. Un primato che non si è affatto sbiadito con il tempo e che oggi, a quanto pare, potrebbe tornare utile in un contesto del tutto nuovo, legato alla ricerca e alla sperimentazione.

Il rilancio degli X plane voluto da Jared Isaacman

Secondo le indiscrezioni emerse nelle ultime settimane, l’amministratore della NASA Jared Isaacman avrebbe intenzione di dare nuova vita al programma degli X plane. Con questa definizione si indicano gli aerei sperimentali che l’agenzia spaziale statunitense impiega per esplorare tecnologie innovative e regimi di volo fuori dall’ordinario, quelli che normalmente restano lontani dall’aviazione di tutti i giorni. Si tratta di mezzi pensati non tanto per il trasporto o per missioni operative tradizionali, quanto per spingere un po’ più in là i limiti di ciò che si conosce sul volo.

In un programma di questo tipo un aereo come il Blackbird avrebbe senza dubbio un ruolo particolare. Le prestazioni che lo hanno reso celebre, cioè la velocità oltre Mach 3 e la capacità di muoversi a quote elevatissime, sono esattamente il genere di condizioni estreme che la sperimentazione aeronautica cerca di studiare. Al momento però non c’è nulla di ufficiale e le informazioni disponibili si basano soprattutto su alcuni segnali concreti, che lasciano intuire come qualcosa di importante possa essere in movimento dietro le quinte dell’agenzia.

Lo spostamento dell’esemplare 844 in California

Il segnale più evidente riguarda un esemplare preciso, l’SR 71A con numerazione 844. L’aereo è stato rimosso dall’esposizione in cui si trovava prima di aprile, un passaggio che di per sé non sarebbe particolarmente significativo se non fosse per la sua destinazione successiva. Il velivolo è stato infatti trasferito nell’ex hangar dello Space Shuttle, una struttura che in passato ha ospitato uno dei simboli più noti della storia spaziale americana.

Il nuovo ricovero dell’aereo si trova presso l’Armstrong Flight Research Center, in California, uno dei centri della NASA dedicati alla ricerca sul volo. È proprio questa scelta ad aver alimentato le ipotesi su un possibile ritorno in attività del ricognitore, visto che lo spostamento da uno spazio espositivo a un hangar operativo all’interno di un centro di ricerca difficilmente passa inosservato. Il collegamento con la volontà di Isaacman di rilanciare gli aerei sperimentali appare quindi piuttosto diretto, anche se l’agenzia non ha ancora chiarito quali siano i piani per l’esemplare 844.

Fonte: TecnoAndroid

Condividi:
168 Condivisioni