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Salvare i capelli durante la chemioterapia oggi è tecnicamente possibile grazie al raffreddamento del cuoio capelluto, una tecnica che in Messico è arrivata prima che negli Stati Uniti, ma che resta legata a un nodo tutt’altro che secondario, ovvero quanto costa e chi può permetterselo. Accanto a questa opzione ci sono le parrucche, che restano l’alternativa più diffusa per chi affronta la caduta dei capelli provocata da alcuni trattamenti oncologici. Sembrano oggetti semplici, eppure il modo in cui vengono progettate e costruite cambia parecchio la sensazione di chi le indossa ogni giorno.
Tania, nome di fantasia scelto per proteggerne l’identità, si guarda allo specchio mentre le sistemano una parrucca lunga, leggermente ondulata, bionda sulle punte. È da Enzo Hair Society, un negozio di Città del Messico specializzato in parrucche e sistemi capillari, dove le pareti sono coperte da mensole con decine di teste di manichino. Accanto a lei c’è Ana María, sua madre. Poco più di un anno fa, quando è iniziata la chemioterapia e i capelli hanno cominciato a cadere, le aveva comprato una parrucca che però pizzicava e le dava prurito, tanto che ha finito per usarla pochissimo. Ora ne sceglierà una donata, in vista di una festa di quindici anni organizzata insieme ad altre adolescenti malate di cancro.
Quando perdere i capelli cambia la vita di tutti i giorni
La caduta di solito comincia qualche settimana dopo l’avvio di determinati schemi di chemioterapia ed è quasi sempre temporanea, con i capelli che ricrescono a trattamento finito. Come si vivono quei mesi, però, dipende dalla persona. Cynthia Villarreal, oncologa specializzata in tumore al seno e direttrice dell’Istituto di Oncologia di TecSalud a Monterrey, lo osserva da anni in ambulatorio, dove alcune pazienti chiedono dei capelli fin dalle prime visite e altre li mettono in fondo alla lista delle preoccupazioni. Un lavoro pubblicato nel 2021 su 213 pazienti con alopecia da chemioterapia ha registrato effetti sulle relazioni, sulle attività quotidiane e sull’umore, con tristezza e rabbia tra le emozioni più riferite. Le persone più giovani si sono dette più colpite e sono emerse differenze legate a genere, istruzione, reddito e accesso alla previdenza sociale. Alcune hanno raccontato che perdere i capelli è stato perfino più duro che perdere un seno.
Nei bambini e negli adolescenti la questione arriva fino a scuola. Una ricerca condotta in Colombia con pazienti tra i 9 e i 12 anni ha raccolto storie di prese in giro e rifiuto da parte dei compagni. Lucía ha visto qualcosa di simile in Dulce, la figlia di 11 anni in trattamento, che ha smesso di voler uscire e persino di affacciarsi in strada. Guadalupe è arrivata da Enzo Hair Society con Evelyn, malata di leucemia, che dopo la caduta dei capelli ha cominciato a chiudersi in camera. In Messico le stime parlano di 201.137 nuovi casi di tumore nel 2024, poco più della metà tra le donne, con il tumore al seno primo per frequenza a quota 34.055 casi. Tra bambini e adolescenti si stimano 7.000 nuovi casi l’anno e il 49% delle notifiche tra il 2020 e il 2024 riguardava leucemie.
Come funziona il freddo sul cuoio capelluto
Per chi ha una leucemia il scalp cooling non rientra tra le opzioni consigliate, perché questi sistemi si usano in molti tumori solidi ma non nei tumori del sangue. La macchina, spiega Villarreal, somiglia a un frigorifero, con tubi collegati a una cuffia in cui circola liquido freddo che tiene il cuoio capelluto tra i 2 e i 5 gradi. I vasi sanguigni si restringono, arriva meno farmaco ai follicoli e l’attività delle cellule rallenta. Tra i dispositivi disponibili in Messico c’è DigniCap, dell’azienda svedese Dignitana, insieme ad apparecchi automatizzati come Paxman e Amma.
In uno studio condotto a Monterrey su 76 pazienti tra il 2016 e il 2020 il raffreddamento partiva 30 minuti prima della chemio e proseguiva per 60-120 minuti dopo, con il 74% delle pazienti che ha conservato capelli sufficienti a non usare una parrucca. In alcuni schemi la quota può avvicinarsi al 90%. Il sistema va usato dalla prima seduta e ripetuto sempre, perché basta una sola infusione senza cuffia e i capelli cadono. Il freddo può risultare fastidioso, con brividi e mal di testa tra i disturbi più comuni, anche se solo tre pazienti su 76 hanno interrotto la procedura. Sul fronte della sicurezza, l’evidenza raccolta finora non ha mostrato un rischio maggiore di metastasi al cuoio capelluto.
La storia messicana di un’importazione
Susana Valdez, esperta di commercio estero, dopo oltre dieci anni nell’industria automobilistica ha fondato Celeritas Trading and Consulting, all’inizio dedicata alla gestione delle importazioni. Nel 2007, mentre cercava prodotti con potenziale per il mercato messicano, ha visitato con la famiglia una mostra di invenzioni svedesi a Universum, il museo della scienza.









