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PlayStation, niente ripensamenti sui giochi fisici: parla Browne

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La voce che circolava alla Gamescom 2026 su un possibile ripensamento di Sony riguardo ai giochi fisici su PlayStation sembra destinata a sgonfiarsi in fretta. A raffreddare gli entusiasmi ci ha pensato Richard Browne, veterano dell’industria con un curriculum che passa da Domark, Psygnosis, Sony, Philips Media, Microprose, Universal Interactive, THQ, Digital Extremes e Tencent, il quale ha spiegato che alla fiera tedesca non è stato affrontato alcun cambio di strategia. Nessun rinvio, nessuna marcia indietro, nessuna riapertura del discorso dischi.

Il punto è che il rumor aveva fatto in fretta il giro dei social, alimentando la speranza di chi ancora compra le copie su supporto ottico e le mette in fila sullo scaffale. Secondo quella ricostruzione, Sony avrebbe valutato di posticipare di uno o due anni la dismissione dei supporti fisici, oggi fissata alla fine del 2027. Le motivazioni? Le proteste dei giocatori, i feedback arrivati da sviluppatori ed editori e, soprattutto, le presunte mosse di Microsoft con la futura Xbox Helix.

Cosa ha detto davvero Browne sulla Gamescom 2026

Il messaggio pubblicato su X è stato piuttosto secco. “Detta in breve. Non si è parlato AFFATTO di un cambiamento di strategia da parte di Sony alla Gamescom 2026. Tutti gli editori stanno seguendo le indicazioni relative all’abbandono dei dischi nel 2028. Anche Microsoft passerà al digitale se lancerà una nuova console”. Poi la stoccata finale, quella che pesa più di tutto il resto: la cosiddetta fonte di queste voci non le avrebbe nemmeno pubblicate sul proprio feed di X. Un dettaglio piccolo, apparentemente marginale, che però racconta molto di come nascono certe indiscrezioni. Il rumor era stato riportato inizialmente da alcune testate e poi ripreso altrove, guadagnando credibilità semplicemente per accumulo, senza che nessuno mostrasse un documento, una dichiarazione, un nome. Il classico effetto valanga.

Perché l’ipotesi di una Xbox al 100% fisica non regge

Nella ricostruzione originale c’era anche un passaggio curioso: Microsoft avrebbe comunicato a sviluppatori e publisher che la prossima Xbox sarà “al 100% fisica”, e questo avrebbe spinto Sony a riconsiderare i propri piani. Detta così, suona già poco credibile. La direzione di Redmond negli ultimi anni è andata esattamente nel senso opposto, con la spinta verso il digitale e con iniziative come Disc to Digital, pensate proprio per agganciare le librerie fisiche degli utenti all’ecosistema online.

Va detto che le parole di Browne non sono una smentita ufficiale arrivata dagli uffici di PlayStation. Nessun comunicato, nessuna nota stampa. Ma il profilo di chi parla conta, e in questo caso ridimensiona in modo netto la voce di corridoio. Soprattutto perché ogni passo compiuto da Sony fino a questo momento va nella stessa direzione, quella dell’addio ai supporti ottici. E non si tratta di una scelta reversibile con una telefonata: dietro ci sono catene produttive, accordi con i partner, logistica, contratti già firmati. Ribaltare tutto dall’oggi al domani creerebbe più problemi di quanti ne risolverebbe.

Il mercato dei dischi continua a scendere

Il contesto, del resto, non aiuta chi spera in un ritorno di fiamma. Le vendite dei giochi su disco negli Stati Uniti hanno toccato a luglio i livelli più bassi dal 1995, con un tracollo che ha coinvolto anche il comparto hardware. Numeri che raccontano una tendenza consolidata, non un momento passeggero, e che spiegano perché gli editori si stiano allineando senza troppe resistenze alla scadenza del 2028. Chi sperava in un cambio di rotta, dunque, per ora resta a bocca asciutta. Non esistono elementi concreti per sostenere che Sony abbia modificato il piano relativo alla fine del supporto ai giochi su disco. La tabella di marcia, almeno sulla carta, è quella comunicata agli editori: dischi fuori dai piani a partire dal 2028, con la dismissione dei supporti fisici che parte dalla fine del 2027.

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